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Il degu del Cile (Octodon degus) è un piccolo roditore diurno che l’origine geografica colloca sulla catena montuosa delle Ande cilene, un areale ricco di boschi dove questo mammifero vive ad altitudini al di sopra dei 500 metri s.l.m. In natura il degu scava gallerie sotterranee caratterizzate dalla presenza di numerose “stanze” con diverse funzioni, dal magazzino alla toilette fino alla nursery, ma anche molteplici vie d’uscita (o di fuga): insomma, un roditore che tiene molto ad avere una tana “in ordine”, che utilizza per proteggere sé stesso non solo dai predatori, ma anche dal caldo o freddo eccessivi.  Ottimo arrampicatore, grazie alle forti dita provviste di unghie, il degu vive in colonie che possono arrivare a contare anche diverse decine di soggetti, i quali partecipano alla costruzione della tana, alla ricerca del cibo e alla cura dei piccoli. La lunghezza del corpo può raggiungere i 19-20 cm a cui vanno aggiunti i circa 12 cm della coda. Il peso del maschio, più grande della femmina, si aggira intorno ai 300 g. La dentatura è a crescita continua, per consentire un consumo regolare dei denti a seguito di una dieta ricca di materie prime “dure”. I lunghi incisivi, tipici dei roditori, sono fisiologicamente di colore arancione. La distinzione del sesso non è sempre semplice se non si ha un po’ di esperienza: il maschio è in genere più grosso della femmina e il sessaggio può essere effettuato sull’osservazione della distanza ano-genitale, che nella femmina è leggermente minore, o più semplicemente esteriorizzando il pene o le labbra vulvari.

La linea Vitakraft Vita Verde® soddisfa questo trend proponendo un’ampia gamma di fieni e snack formulata a partire dagli stessi elementi naturali presenti nell’habitat dei roditori: un nutrimento specie-specifico per conigli nani, porcellini d’India, criceti e non solo, ponendo un accento sempre maggiore sui prodotti Bio, senza cereali né zuccheri aggiunti.

Gli amanti dei piccoli roditori potranno apprezzare un assortimento più ricco, con ricette ottimizzate e una grafica totalmente rinnovata.

Abbiamo deciso di fare un esperimento prenderemo in considerazione il giovane coniglio.  Ovvero di trattare in 10 punti gli errori più frequenti che vengono commessi onde evitare di cadere in “trappole” che possono essere evitate.

1. Il coniglio è un roditore.
Questo è il primo errore, spesso ancora radicato nell’immaginario comune: il coniglio non è un roditore, bensì un lagomorfo. E nonostante questa consapevolezza sia diffusa da molto tempo, è ancora possibile assistere al ripetersi del suddetto errore anche sul web. Oltre a tante piccole differenze che lo distinguono dai roditori (porcellini d’India, cincillà, ratti, ecc.), la caratteristica principale del coniglio è infatti quella di possedere una doppia coppia di incisivi nell’arcata superiore: questi piccoli denti accessori, praticamente invisibili a bocca chiusa, prendono proprio il nome di “lagomorfi”.

2. Non somministrare erba fresca al coniglio perché fa male.
Chissà come mai ancora molti la pensano in questo modo. In natura il coniglio si alimenterebbe prevalentemente di erba, in quanto trattasi di una specie erbivora. Pertanto l’erba fresca, oltre a non fare male, dovrebbe rappresentare la base dell’alimentazione del coniglio. Quando non disponibile, come nella maggior parte dei casi, deve essere sostituita con fieno di ottima qualità. Ovviamente vale sempre il principio secondo cui alimenti nuovi (l’erba, ad esempio, nel caso di soggetti alimentati esclusivamente con il “secco”) devono essere introdotti gradualmente.

3. Il coniglio si nutre di mangime e basta.
Gli errori sull’alimentazione sono davvero frequenti. Per quanto esistano in commercio mangimi “completi” per conigli, l’alimentazione di questi animali, come già accennato, dovrebbe essere prevalentemente a base di fieno ed erba e integrata con verdure fresche. Il mangime dovrebbe essere somministrato in piccole quantità, scegliendo sempre un prodotto adatto sotto forma di pellet, che contenga elevate quantità di fibra (min. 18%), un basso contenuto di grassi e carboidrati e che sia possibilmente privo di semi.

4. Il coniglio non ha bisogno di essere vaccinato.
Non è vero! Esistono in particolare due malattie virali (Mixomatosi e MEV) molto contagiose e gravi, addirittura mortali, contro le quali il coniglio dovrebbe essere vaccinato regolarmente, sempre su indicazione del veterinario.

5. Il coniglio in casa può vivere tranquillamente in gabbia.
Il coniglio ha bisogno di spazio e movimento. Una gabbia, per quanto spaziosa, è utile per tenere al sicuro l’animale di notte o in assenza del proprietario e in mancanza di una stanza appositamente dedicata; ma non può essere considerata sufficiente come unica soluzione. L’animale deve poter uscire quotidianamente, fare esercizio fisico e giocare.

6. Il coniglio un animale solitario che non ha bisogno di compagnia.
Il coniglio è un animale sociale, che in natura vive in colonia. Quando possibile, bisognerebbe evitare di acquistare un solo coniglio, in quanto la socialità è veramente importante in questa specie. Ovviamente bisogna scegliere con cura il sesso nel caso di più conigli oppure optare per la sterilizzazione.

7. Il coniglio può convivere con tutti gli altri animali domestici.

Anche questo non è del tutto vero. Per quanto molti conigli si adattino bene alla convivenza, ad esempio, con cani o gatti (molto dipende dal temperamento e dal carattere di ognuno), in alcuni casi proprio non si può fare nulla… Il coniglio non può convivere con quelli che sarebbero i suoi naturali predatori, come un furetto o un serpente di grandi dimensioni. Anche solo l’odore o il contatto visivo potrebbero generare stress.

8. Sterilizzare o castrare il proprio coniglio è controindicato e pericoloso… non fatelo!
Al contrario! Ormai si considera “moralmente” obbligatorio sterilizzare la femmina in giovane età per prevenire patologie uterine quali, ad esempio, l’adenocarcinoma, e il maschio per evitare patologie testicolari. Inoltre sterilizzazione e castrazione sono spesso indicate per non andare incontro a problemi quali, nel caso di più soggetti, gravidanze indesiderate o lotte per la gerarchia, ma anche comportamenti aggressivi o attenzioni sessuali potenzialmente fastidiose nei confronti dei proprietari.

9. Il coniglio può essere afferrato per le orecchie.
Lasciamo questa immagine alla cinematografia e ai cartoni animati per bambini. Il coniglio non deve mai, per nessuna ragione, essere afferrato per le orecchie, poiché si tratta di una pratica dolorosa e pericolosa per la salute dell’animale. Esistono delle tecniche di contenimento appropriate che permettono di manipolare il coniglio in tutta sicurezza, senza arrecare danno né all’animale né al proprietario.

10. Il coniglio è un ottimo saltatore.
Data la potenza degli arti posteriori, il coniglio è piuttosto bravo a compiere salti relativamente lunghi in avanti. Al contrario, questa specie non è particolarmente ferrata nei salti in alto e, meno che mai, “dall’alto”. Il che significa che un coniglio che cada da un tavolo, da un divano o dalle braccia del proprietario non è in grado di atterrare come fosse un gatto. Nell’esperienza degli autori, molte sono le visite ortopediche che conseguono a caduta, anche da altezze relativamente ridotte: fratture degli arti anteriori e della mandibola sono gli eventi più comuni ma non mancano anche lesioni agli arti posteriori e alla colonna vertebrale. (Autori: Cristiano Papeschi e Linda Sartini)

Il furetto (Mustela putorius furo) è un piccolo mammifero appartenente alla famiglia dei mustelidi. Molto apprezzato in Europa, e ancor più diffuso negli Stati Uniti, non smette mai di coinvolgere nuovi appassionati. In 10 domande, certamente poche per “raccontare” questo animaletto per il quale non basterebbe un intero libro, andremo a svelare piccoli segreti e curiosità su questo fantastico mammifero molto apprezzato anche per la sua simpatia.