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È il momento atteso da tutti: la bella stagione, con i primi caldi e le giornate più tiepide che preludono all’arrivo dell’estate. Quale momento migliore per le lunghe gite e le passeggiate all’aria aperta con l’amico quattrozampe? Peccato che sia anche la stagione più attesa dai fastidiosi parassiti – pulci, zecche e pappataci – per i quali comincia il momento della massima attività. Quindi diventa costante la minaccia alla salute dei nostri amici pet e la necessità di salvaguardarli con interventi di protezione adeguati è una priorità assoluta.

Tra olfatto canino e olfatto umano non c’è confronto: le cellule olfattive del cane, a seconda della razza, variano da 100 a 200 milioni (nell’uomo sono solo 5 milioni) e, mentre la mucosa olfattiva dell’uomo ha una superficie di 3-4 centimetri quadrati, quella del cane arriva a 150.

L’uomo si è sempre avvalso del potente fiuto del cane in campo sociale (ricerca di persone scomparse, attività antidroga, antibracconaggio, ricerca di esplosivi) e da qualche tempo anche in campo medico.

Nel clima incerto e destabilizzante di questo periodo, con giornate estive e sbalzi autunnali, tra venti e piogge di sabbia, un appuntamento rimane certo, per l’affezionato pubblico canemunito della Capitale: l’apertura del Baubeach Village di Maccarese (www.baubeach.net) gestito dalla omonima Associazione. Come ogni anno, la prima spiaggia per cani più famosa d’Italia, ha riaperto i battenti, per accogliere i suoi ospiti scodinzolanti, accompagnati dalle loro appassionate famiglie umane.

Il N.O.G.E.Z. Nucleo Operativo Guardie Ecozoofile e riconosciuto in tutta l’Italia come Polizia Giudiziaria, i cui sportelli di Pronto Intervento per gli animali sono in continua evoluzione. Ad oggi i Nuclei N.O.G.E.Z sono presenti nelle seguenti regioni: Lazio, Lombardia, Umbria, Campania e Basilicata con base nei seguenti comuni: Roma – Milano – Perugia – Potenza – Napoli, con pronto intervento Nazionale “SOS 388.1047314 SOS” dove è possibile effettuare tutte le domande e richieste di intervento.

Le “vere” piante acquatiche

Vallisnerie ed elodee (generi Vallisneria, Egeria, Elodea, Hydrilla e Lagarosiphon) sono piante popolarissime tra gli acquariofili, sin dagli albori di questo hobby, quando i primi appassionati le raccoglievano negli stagni e nei fiumi insieme ai pesci e agli altri organismi ospitati nelle loro vasche. Tutte appartengono alla famiglia delle Idrocaritacee che, come suggerisce il nome, è tra le poche a comprendere pressoché esclusivamente specie acquatiche nel senso letterale del termine, cioè in grado di crescere e riprodursi solo in acqua. Assai meno nota – ed è un vero peccato – è un’altra Idrocaritacea, proveniente dall’Asia tropicale nonché dall’Australia e dall’Africa sud-orientale, incluso il Madagascar (è stata introdotta e acclimatata anche negli USA, precisamente in Louisiana): si tratta di Blyxa aubertii, una bella pianta descritta dal botanico inglese L.C. Richard nel lontano 1814 e che nell’aspetto ricorda un folto cespuglio di vallisneria, con le sue delicate foglie nastriformi (se ne contano fino a un centinaio nei cespugli più rigogliosi) lunghe fin oltre mezzo metro.

Lo sapevate che originariamente il pesce rosso (Carassius auratus) era diffuso in natura unicamente in Asia orientale? La specie, per via di successive e ripetute immissioni, è oggi invece presente, alloctona, in varie regioni del mondo.

Il fatto che le origini del pesce rosso si perdano nella notte dei tempi è cosa ben nota. Si dice (non esistono tuttavia documenti inconfutabili a provarlo) che carassi di colore rosso vivo venissero allevati a scopo puramente estetico in alcune regioni della Cina già nel 400 a.C.: lo riferisce, tra gli altri, Vittorio Menassé nel suo classico e ormai “antico” testo Carassi, koi e gli altri pesci d’acqua fredda, pubblicato da Edizioni Encia di Udine nel 1974.