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Lo sphinx Ha un aspetto fuori dal comune che attira l’attenzione sia per le grandi orecchie che per le rughe su muso e corpo, per non parlare della coda che sembra una frusta e dell’addome pronunciato.

È un gatto che non lascia indifferenti, o lo si ama o no: non ci sono vie di mezzo. Lo amano di sicuro tutti coloro che adorano le fusa ma sono allergici al pelo. Non piace invece a chi predilige i gatti “pelosi”.

La prima volta che lo si accarezza si ha una strana sensazione di morbidezza, di calore e di sudore: è come toccare una pelle di daino calda. Di solito lo sphinx si avvicina prontamente in cerca di coccole, si struscia, attira l’attenzione, facendoti capire che tu sei tutto per lui. Ed è appunto questo che conquista (o talvolta infastidisce).

 

La storia:

Alcune testimonianze attestano come fin dall’epoca degli Aztechi, di tanto in tanto, nascevano gatti glabri all’interno di cucciolate con il pelo. Il responsabile è un gene recessivo, cioè che può essere trasmesso per diverse generazioni senza avere effetti visibili, ma il fenomeno può presentarsi solo se ambedue i genitori sono possessori di quello stesso gene.

Nella storia ha sempre fatto notizia la segnalazione di gatti nudi: nella Carolina del Nord nel 1936 e nel 1938, poi nel 1950 in Francia. E altrettanto ha fatto notizia il contrario, come quando nel 1966 in Canada, nella regione dell’Ontario, nacquero cuccioli con il pelo da una mamma… senza pelo.

Vari nomi furono attribuiti nel tempo ai gatti senza pelo: dapprima furono chiamati moonstone cats, poi canadian hairless o chats sans poil, per approdare alla fine al nome sphinx, ossia sfinge.

Gli appassionati di mutazioni si attivarono per creare una nuova razza tanto strana quanto interessante. Nel Minnesota una femmina soriana diede alla luce, nel 1975, una cucciola nuda. La stessa femmina l’anno successivo fece il bis: da qui iniziarono accoppiamenti tra genitori e figli per fissare la caratteristica, ma fu solo nel 1978 che una coppia di gatti nudi venne mandata in Europa, in Olanda, al dottor Hugo Hermandez, che proseguì il lavoro di selezione.

Dopo alcuni anni, nel 1985, in Texas si avviò un programma di selezione e allevamento tra sphinx e devon rex: i primi esemplari furono esposti e ottennero i titoli di Supreme Grand Champion Tica ad Anaheim, in California.

Il pool genetico era ormai ampio e le caratteristiche erano fissate, tanto che nel 2001 la FIFe riconobbe la razza. Anche in Italia ci sono molti appassionati di questi gatti che ottengono sempre più riconoscimenti nelle varie esposizioni.

 

 

Temperamento e cure

Gli sphinx cercano il contatto umano più di qualsiasi altro gatto: sono affettuosi, intelligenti, socievoli, allegri, pacifici, vivono bene in compagnia, interagiscono con altri animali e adorano le persone, adulti e bambini.

Creano un fortissimo legame con tutti i membri della famiglia e si considerano loro pari, tanto che spesso si infilano sotto le lenzuola e dormono con la testa sul cuscino. Considerati talvolta “appiccicosi”, perché sempre al fianco dei padroni, imparano velocemente le loro abitudini, pretendono coccole, carezze e rassicurazioni continue. Danno molto. E pretendono molto.

È sbagliato pensare che non avendo pelo questo gatto non necessiti di cure: la sua pelle produce infatti un sebo che deve essere rimosso con shampoo neutro più volte la settimana, così come le sue orecchie, che si distinguono per una secrezione molto abbondante di cerume e raccolgono polvere, quindi devono essere pulite con lozioni adatte. Anche le unghie si sporcano facilmente per la polvere e l’abbondante produzione di sebo. Si tratta tuttavia di cure settimanali semplici e veloci.

 

 

Cosa dice lo standard

Taglia media, sorprendentemente pesante. I maschi sono più grandi rispetto alle femmine.

Testa cuneiforme, più lunga che larga, cranio arrotondato con un sopratesta piatto. Naso dritto con un leggero stop. Zigomi molto accentuati. Muso rotondo e pronunciato con mento forte. Sono accettati baffi completi o spezzati, purché grossi.

Orecchie grandi, larghe alla base, ben aperte e con punte arrotondate. All’interno sono completamente senza peli. Un po’ di peluria è permessa nell’angolo esterno inferiore e dietro. Le orecchie sono piazzate dritte e leggermente inclinate tanto da formare un angolo sulla testa.

Occhi a forma di limone, grandi, obliqui verso il bordo esterno dell’orecchio: la loro distanza deve corrispondere alla misura di un occhio. I colori dell’iride sono moltissimi e normalmente si conformano a quello della pelle.

Corpo di media lunghezza, forte e muscoloso, non esile. Ventre rotondo, ma non grasso, petto largo e arrotondato. Collo di media lunghezza, muscoloso, arcuato dalle spalle fino alla base della testa, forte, specialmente nei maschi.

Zampe di media lunghezza in proporzione con il corpo, quelle posteriori leggermente più lunghe di quelle anteriori. Una caratteristica della razza è il posizionamento degli arti anteriori, che sono ben distanti tra loro, con ossatura media e muscolosa. Piedi ovali con dita lunghe e prominenti: i cuscinetti sotto le dita sono più grandi rispetto a quelli degli altri gatti, tanto che danno l’impressione che il gatto cammini su nuvole d’aria.

Coda lunga in proporzione con il corpo, elegante, larga alla base e affusolata verso l’estremità. È accettata la “coda del leone”, con ciuffi di pelo all’estremità.

Il mantello è senza pelo, ma potrebbe essere coperto da una peluria corta e sottile: la sensazione al tocco è quella della pelle di daino, con una piccola resistenza quando lo si accarezza. Pelle rugosa specialmente intorno al muso, tra le orecchie e intorno alle spalle. Le rughe non devono essere troppo pronunciate, per non inficiare la salute del gatto.

I peli, sottili e corti, sono permessi sui piedi, sul ponte del naso, sugli zigomi, dietro le orecchie, sui testicoli e sulla punta della coda. Quanto ai colori, tutte le varietà di tinta sono permesse, incluse quelle con il bianco. (Testo e foto di: Laura Burani e Renate Kury)

 

 

 

I nostri amici felini sono dei carnivori stretti: a differenza del cane infatti, le loro fonti principali di nutrimento sono le proteine di origine animale. Inoltre hanno generalmente dei gusti difficili e amano variare spesso l’alimentazione. Ecco spiegato il perché del successo dei nuovi snack con cui Vitakraft ha arricchito la propria linea di leccornie: Souprise, con pezzetti ben visibili di carne o pesce e Mininos, cubetti e fettine di pollo, salmone, anatra.

I benefici di un’alimentazione formulata con una singola fonte proteica animale per ogni ricetta

Tra le reazioni avverse agli alimenti le allergie sono le più frequenti e sono dovute a una risposta del sistema immunitario nei confronti di alcuni allergeni alimentari, quali le proteine. Gli animali non nascono allergici, ma lo diventano alle fonti proteiche a cui più frequentemente sono esposti nel tratto gastroenterico. Per limitare l’insorgenza di tali fenomeni si rende sempre più necessaria la somministrazione di alimenti con singole fonti proteiche animali con cui il pet non sia mai entrato in contatto e per un periodo di tempo prolungato.

Gli alimenti Monge Monoprotein sono formulati con singole fonti proteiche animali e sono stati studiati proprio per rispondere al crescente numero di cani e gatti con allergie e intolleranze alimentari.

La Mielopatia Degenerativa

Fra le patologie neurologiche dell’animale domestico la Mielopatia Degenerativa (DM) è una grave patologia che colpisce il midollo spinale di molte razze canine – ma viene riscontrata anche in soggetti non di razza pura – prevalentemente di grossa taglia, in un’età compresa fra i 5 e i 14 anni, senza distinzione di sesso.

Si manifesta con una progressiva e irreversibile interruzione degli stimoli nervosi dagli arti al cervello e viceversa, provocando la totale incapacità deambulatoria dell’animale e conducendo all’eutanasia. Causa dei sintomi è una degenerazione della materia bianca (composta da assoni rivestiti di mielina) del midollo spinale, attraverso la quale avviene la trasmissione degli impulsi sensoriali dagli arti al cervello e di conseguenza la trasmissione in senso inverso degli impulsi motori volontari e involontari. Fra i vari sintomi si riscontrano un’iniziale atassia del treno posteriore, lo scivolamento degli arti sulle diverse superfici lisce e gradualmente nel tempo una totale perdita del movimento volontario posteriore, accompagnata da una grave atrofia muscolare. Vengono poi interessati anche agli arti anteriori, infine i muscoli del collo e i muscoli preposti alla respirazione.

Il ruolo della riabilitazione è di vitale importanza, poiché se trattata per tempo la patologia può essere rallentata garantendo all’animale una qualità di vita migliore. È fondamentale seguire un programma regolare di riabilitazione che consiste in sedute mirate a contrastare l’atrofia muscolare ed esercizi per mantenere l’escursione articolare. L’underwater treadmill – o tapis roulant in acqua – contribuisce efficacemente al mantenimento della stazione e al miglioramento della coordinazione. Non esistono cure mediche, dunque è importantissimo l’impiego di integratori alimentari di eccellente qualità, in particolare di vitamina B12. Le vitamine essenziali del gruppo B sono otto e benché siano presenti negli alimenti in natura o spesso associate in un solo complesso vitaminico cosiddetto genericamente del gruppo B, le ricerche mostrano che, da un punto di vista chimico e funzionale, sono nutrienti ben distinti. Nella forma associata coadiuvano il normale funzionamento del metabolismo energetico e contrastano il senso di affaticamento. Inoltre il necessario apporto vitaminico di omega 3 è indispensabile per mantenere la struttura e garantire il funzionamento delle cellule nervose.

 

 

L’ernia discale

Un’altra patologia neurologica molto frequente, soprattutto nei bassotti, trattata con efficacia nelle sedute di riabilitazione è l’ernia discale. Colpisce prevalentemente dopo i 6 anni di età e consiste nella rottura di un disco vertebrale e nella conseguente fuoriuscita di materiale discale, che va a comprimere i nervi della colonna vertebrale nei distretti limitrofi. Anche in questo caso, in associazione alla riabilitazione veterinaria che inizia con un trattamento passivo e prosegue con esercizi attivi, oltre all’ausilio di alcune terapie strumentali è indispensabile l’uso di integratori alimentari. Molto indicata l’associazione di glucosamina, per integrare la cartilagine del disco intervertebrale, oltre all’aggiunta degli integratori vitaminici del gruppo B e di omega 3.

 

La poliradicoloneurite

Una patologia neurologica importante trattata con ottimi risultati nella riabilitazione veterinaria è la poliradicoloneurite, malattia degenerativa del sistema nervoso centrale e periferico conseguente alla perdita della guaina mielinica che riveste gli assoni delle cellule nervose. Di causa ignota, ma di probabile natura autoimmune, si manifesta con la progressiva paralisi degli arti. Richiede tempestive cure riabilitative veterinarie, oltre a specifiche terapie atte a recuperare il più velocemente possibile il tono muscolare perso durante l’immobilità onde evitare le piaghe da decubito soprattutto nei cani più pesanti. Importanti anche le terapie passive iniziali e la collaborazione del proprietario durante la fase acuta della malattia perché possa seguire il paziente anche a casa in base alle indicazioni fornite da fisioterapeuta. Anche per questa patologia è cruciale l’impiego di un’integrazione vitaminica, associando il complesso B e l’omega 3 al coenzima Q10, che svolge un’importante azione antiossidante.

 

 

L’embolo fibrocartilagineo

Altra patologia neurologica che beneficia dei trattamenti fisioterapici è l’embolo fibrocartilagineo per il quale, oltre alla terapia antinfiammatoria prescritta dal medico veterinario di fiducia, sono essenziali la riabilitazione e la somministrazione di integratori mirati.

 

Mai rinunciare a intervenire

Le patologie in ambito veterinario che rispondono al trattamento con integratori alimentari con minerali e vitamine sono molteplici e gli esempi menzionati sono suffragati da un’ampia documentazione e letteratura scientifica a livello internazionale. È importantissimo che oggi l’informazione consenta di non demoralizzarsi o rinunciare a intervenire, ma anzi invogli a intercettare tempestivamente la patologia e a pianificare i trattamenti per regalare all’animale la migliore qualità di vita possibile. I risultati parleranno da soli. (Autore: Sally Mascaro)

Anatra, pesce di mare, castagne italiane. Ecco cosa rende così unici gli alimenti Piemonte e Mini Piemonte di Happy Dog, il marchio made in Germany distribuito in Italia da Rebo srl.
Negli alimenti Happy Dog è presente una varietà accuratamente combinata di ingredienti naturali – in cui viene data la preferenza alle materie prime provenienti da agricoltori locali – proteine nobili ad alto valore nutritivo ed erbe aromatiche dalle preziose caratteristiche, senza conservanti o altri elementi chimici.

Happy Dog Piemonte offre tutta la prelibatezza della cucina mediterranea in una composizione speciale nel suo genere, particolarmente indicata per cani sensibili, in quanto priva di cereali e patate. La ricetta unisce il gusto dell’anatra, proteina altamente digeribile, con la prelibatezza del pesce e con un ingrediente estremamente raro: le castagne italiane.

Contiene inoltre: erbe aromatiche selezionate ed essiccate, per una digestione sana e naturale; mele e componenti della frutta che apportano fibre naturali contenenti pectina per favorire la digestione; oligoelementi nel bilanciamento ottimale per prevenire fenomeni di carenza; semi di lino macinati freschi, che apportano i preziosi aminoacidi omega 3 e 6 per il metabolismo di cute e pelo; molluschi neozelandesi che contengono glucosaminaglicani, importanti per la salute di articolazioni, tendini e dischi intervertebrali.

 

Anche Mini
La ricetta è disponibile in due varianti: Piemonte per cani superiori agli 11 kg di peso e Mini Piemonte per le taglie più piccole.

 

REBO SRL

www.happydog.it, reboitalia@libero.it

 

 

 

È il momento atteso da tutti: la bella stagione, con i primi caldi e le giornate più tiepide che preludono all’arrivo dell’estate. Quale momento migliore per le lunghe gite e le passeggiate all’aria aperta con l’amico quattrozampe? Peccato che sia anche la stagione più attesa dai fastidiosi parassiti – pulci, zecche e pappataci – per i quali comincia il momento della massima attività. Quindi diventa costante la minaccia alla salute dei nostri amici pet e la necessità di salvaguardarli con interventi di protezione adeguati è una priorità assoluta.

Tra olfatto canino e olfatto umano non c’è confronto: le cellule olfattive del cane, a seconda della razza, variano da 100 a 200 milioni (nell’uomo sono solo 5 milioni) e, mentre la mucosa olfattiva dell’uomo ha una superficie di 3-4 centimetri quadrati, quella del cane arriva a 150.

L’uomo si è sempre avvalso del potente fiuto del cane in campo sociale (ricerca di persone scomparse, attività antidroga, antibracconaggio, ricerca di esplosivi) e da qualche tempo anche in campo medico.