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Vi presentiamo con questo articolo alcune interessanti “chicche” d’acqua dolce che affascineranno sicuramente anche gli acquariofili più esigenti.

Schistura balteata

Il genere Schistura comprende quasi 200 specie d’acqua dolce, perlopiù asiatiche e di piccola taglia, affini alle botia ma pressoché sconosciute in acquariofilia. Da poco tempo (nonostante sia stata scoperta e descritta già nel 1948) è disponibile in commercio questa specie, endemica delle acque correnti del Myanmar, vero paradiso dell’acquariofilia un tempo inaccessibile, ma da dove di recente ci stanno arrivando numerosi pesci molto interessanti. Lunga appena 6-7 cm, è inconfondibile da altre specie simili per la peculiare colorazione, su cui spiccano le 2-3 strisce verticali bianche al centro dei fianchi. Socievole e pacifica, andrebbe tenuta in piccoli gruppi (finanze permettendo), in vasche con fondo ghiaioso o ciottoloso in cui non manchino nascondigli, con acqua limpida e ben ossigenata da un’energica corrente e un forte filtraggio. Valori fisico-chimici ideali: T 22-26 °C; pH 6,5-6,8; 6-10 °dGH. Si comporta da spazzino ma la sua dieta va integrata da cibo vivo e surgelato minuto (tubifex, dafnie, chironomi).

Datnioides polota zampotta

Datnioides polota

Lungo fino a una trentina di centimetri, questo predatore d’acqua salmastra è diffuso in tutto il Sud-est asiatico, dall’India alla Nuova Guinea. Lo si trova soprattutto nei mangrovieti, nelle lagune, presso la foce dei fiumi e in genere nelle acque lungo la fascia costiera, più o meno soggette all’influenza delle maree. Si spinge di frequente in acqua dolce ma solo eccezionalmente in mare aperto. A seconda dell’età e quindi della sua taglia, in natura caccia prede che vanno dalle larve di insetto e dai piccoli crostacei ai pesci e ai gamberetti adulti. Moderatamente socievole da giovane, crescendo diventa aggressivo e territoriale. Si può allevare in grandi acquari salmastri (minimo 300 litri netti), in compagnia di Tetraodon, Scatophagus, Monodactylus e Toxotes di dimensioni adeguate.

Cynotilapia afra zampotta

Cynotilapia afra “Jalo reef”

Il nome del genere Cynotilapia deriva dai denti di aspetto simile a quelli del cane: hanno punta singola e non doppia o tripla come nella maggioranza degli mbuna. In effetti questi Ciclidi non sono neppure veri “raschiatori” di alghe: i maschi sorvegliano i loro territori fra le rocce riparandosi in buche e crepacci, ma femmine e immaturi si aggregano nell’acqua libera in banchi numerosi (fino a un centinaio di individui), finalizzati alla cattura di zoo- e fitoplancton e avannotti di altri pesci. La specie è stata spesso confusa in passato con Maylandia zebra, cui i maschi somigliano molto (le femmine hanno una colorazione di base marroncina, ma durante l’incubazione possono assumere una livrea simile a quella maschile), e commercializzata come “zebra nano”, essendo di taglia più ridotta (raramente oltre 8-9 cm). In natura questa bella varietà vive sui bassi fondali rocciosi presso la località di Jalo Reef, situata lungo la costa sud-occidentale del Malawi. Vivace e robusta, è però meno aggressiva e territoriale della maggioranza dei Ciclidi mbuna e si può allevare senza particolari riserve in qualsiasi acquario di comunità del Malawi di almeno 250-300 litri, anche in compagnia di “utaka” e altre specie pacifiche. Oltre ad alghe e mangimi per Ciclidi vegetariani, necessita di un costante apporto di crostacei vivi o surgelati (dafnie, copepodi, mysis) per mantenere la sua bella colorazione. 

Notropis chrosomus zampotta

Notropis chrosomus

Il “Rainbow shiner” è un grazioso, vivace e socievole Ciprinide lungo al massimo 8-10 cm, comune nei ruscelli e nei laghetti limpidi e ossigenati, con fondo ghiaioso e ciottoloso, del sud degli Stati Uniti (Alabama, Georgia, Tennessee). Paragonabile per biologia ed ecologia ai nostri piccoli Ciprinidi d’acqua corrente (vairone, sanguinerola, rovella, ecc.), vive in gruppo e si nutre di piccoli invertebrati, alghe e detriti. Durante la stagione degli accoppiamenti i maschi assumono una livrea molto vistosa e colorata, sviluppando evidenti tubercoli nuziali. Si può allevare in acquari non riscaldati a partire da 100-120 cm di lunghezza e 200 litri netti, con molto spazio per nuotare, in compagnia di specie nostrane altrettanto pacifiche e socievoli. Accetta facilmente i mangimi secchi, ma richiede anche cibi surgelati come larve di zanzara, chironomi e dafnie. In continuo movimento, deve mangiare spesso. Salta facilmente fuori dalla vasca se questa non è ben coperta.

Betta gladiator zampotta

Betta gladiator

Commercializzata come “Gladiator Betta”, questa specie di pesce combattente, scoperta e descritta nei primi anni del Duemila, è affine alla più nota B. unimaculata. In natura vive nel bacino del Maliau, Sabah (Malaysia), in ruscelli di “black waters” di foresta caratterizzati da pH molto acido (4-5) e durezza quasi non rilevabile; gli adulti si rinvengono distanziati di almeno un metro l’uno dall’altro, tollerando nelle proprie vicinanze solo qualche giovane immaturo. I maschi si distinguono per la testa più massiccia e la colorazione più vivace rispetto alle femmine. In acquario l’aggressività intraspecifica si mantiene elevata, soprattutto fra maschi. Problematica anche la convivenza con altri pesci più piccoli. Alimentazione: solo cibo vivo o surgelato (tubifex, enchitrei, chironomi, larve di zanzara). Incubatore orale di tipo paterno, le uova vengono incubate nella bocca del maschio per circa due settimane. (Autore: Alessandro Mancini)

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