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I gatti cresciuti con l’uomo sin dalle prime settimane di età o che sono stati separati dalla mamma precocemente, sono più inclini ad attaccarsi eccessivamente all’umano, a succhiare parti del corpo umano o semplicemente a giocare con un oggetto utilizzando prevalentemente la bocca. Questo comportamento solitamente persiste fino a circa l’anno di età, poi generalmente scompare in modo naturale, a meno che non venga incoraggiato.

I gatti che anche da adulti succhiano plastica, vestiti e altri tessuti oppure oggetti fino a ingerirli, oltre a fare qualcosa di pericoloso, esprimono solitamente un disturbo alimentare chiamato “pica” che si riscontra anche nell’uomo e in altri animali.

Prima di approfondire questo argomento, dobbiamo chiarire che ci riferiamo a un comportamento ripetuto e abituale da parte dell’animale (se capita solo sporadicamente, bisogna prestare attenzione a come si evolve questo comportamento).

 

Che cos’è la pica?

Mangiare oggetti non commestibili è una condizione che spesso può essere correlata a stress, noia, ricerca di attenzione, gioco o al semplice fatto che l’oggetto abbia un buon sapore/odore per il gatto. Bisogna prestare molta attenzione, perché ci sono alcuni oggetti che se lasciati a disposizione dell’animale e incustoditi, potrebbero venire ingeriti e causare danni potenzialmente gravi al tratto intestinale.
Stiamo parlando di cordicelle, nastri, fili, spaghi, lacci delle scarpe, elastici ecc…

 

cat plays with string at home

 

Perché il gatto si comporta così?

Ecco alcune possibili cause di questo comportamento:

– Svezzamento precoce: si tratta di un’abitudine che può comparire nei gatti che sono stati svezzati troppo presto.

– Problemi medici: alcune malattie o disturbi cerebrali possono essere associati al comportamento di pica, ma non solo, quindi si consiglia sempre di interpellare il proprio veterinario.

– Predisposizione genetica: per alcuni gatti la pica sembra avere origine genetica. Alcune razze orientali sono predisposte a questo comportamento di succhiamento atipico, come ad esempio il siamese.

– Fattori ambientali: il gatto potrebbe essere annoiato o cercare attenzioni. Ha forse bisogno di più stimoli mentali o fisici? I gatti che vivono in un ambiente stressante possono provare a trovare soddisfazione comportandosi in questo modo, mettendo in atto un comportamento chiamato “sostitutivo”. Un gatto annoiato che non riceve un’adeguata stimolazione fisica e mentale potrebbe iniziare a masticare oggetti non alimentari solo per trascorrere il tempo.

– Disturbo compulsivo: escluse altre possibilità, bisogna indagare se il comportamento possa essere un disturbo compulsivo. In questo caso va interpellato un consulente comportamentale.

– Carenze nella dieta: alcuni veterinari ed esperti di comportamento ritengono che una quantità inadeguata di grassi o fibre nella dieta possa indurre un gatto a desiderare queste sostanze nutritive da fonti non commestibili.

I segni e i sintomi che possono farci sospettare la presenza di questo comportamento sono:

  • vomito;
  • anoressia o diminuzione dell’appetito;
  • sforzo nel defecare o diarrea;
  • addome dolente;
  • febbre;
  • depressione;
  • disidratazione (causata dal vomito).

Bisogna immediatamente chiamare il Medico Veterinario non appena si nota che il gatto ha ingerito l’oggetto.

Come NON scoraggiare questo comportamento

Alcuni pensano che il modo migliore di scoraggiare questo comportamento sia la punizione. Ben sappiamo però che si tratta sempre di un metodo inefficiente, dal momento che il gatto non ha la capacità dell’uomo di comprendere l’origine della disciplina. Inoltre ciò che sta facendo l’animale è semplicemente soddisfare un qualche tipo di mancanza, pertanto bisogna intervenire in questo senso.

Molti consigliano di creare un’avversione nei confronti dell’oggetto impregnandolo di un odore che per il gatto risulti fortemente sgradevole, ma in questo caso molto probabilmente il gatto cercherà comunque qualcos’altro su cui riversare la propria frustrazione, sostituendo semplicemente l’oggetto della sua attenzione.

 

Come scoraggiare questo comportamento

  • Far visitare il gatto dal veterinario. Se c’è un problema medico di base, verrà diagnosticato e affrontato.
  • Correggere la dieta. Il veterinario indicherà come integrare il cibo del gatto con fibre ecc. È bene non apportare mai cambi dietetici senza consultare prima il veterinario poiché anche una quantità inadeguata di fibra aggiunta alla dieta potrebbe causare grossi problemi intestinali all’animale.
  • Non reagire né in modo negativo né positivo quando il gatto manifesta questo comportamento. È sufficiente rimuovere l’oggetto che sta mangiando. Una qualsiasi reazione emotiva da parte dell’uomo potrebbe peggiorare la situazione.
  • Reindirizzare il gatto verso un comportamento più positivo, dandogli un giocattolo adatto da masticare o impegnandolo in attività adeguate, fornendogli stimoli mentali e fisici. Aumentare l’arricchimento ambientale con giochi di attivazione mentale e di intelligenza o posizionando un tiragraffi o una mensola vicino a una finestra, in modo che il gatto possa osservare le attività all’aperto.
  • Assicurarsi di giocare con il gatto almeno una volta al giorno con giocattoli fatti di un materiale diverso e innocuo rispetto a quello che tende a masticare. Fornire molti giochi diversi per aiutarlo a combattere la noia. I giochi che imitano la preda possono essere particolarmente utili per combattere lo stress, in quanto i gatti sono animali predatori. I giochi che “volano” e “corrono” possono aiutare un gatto ad alleviare lo stress attraverso la caccia.
  • Cercare, per quanto è possibile, di rimuovere ogni tentazione, cioè eliminare dalla sua portata gli oggetti inappropriati che tende a mangiare.
  • Ridurre lo stress. Cosa sta causando stress nel suo ambiente? C’è un altro gatto presente che provoca tensione? C’è stress in famiglia? Sono state apportate modifiche all’ambiente? Le fonti di tensione possono essere evidenti o facilmente trascurabili per l’uomo. Bisogna cercare di creare un ambiente più sicuro e confortevole per il gatto assicurandosi che abbia dei piccoli e accoglienti rifugi per riposare, aree elevate in modo che possa osservare e controllare il proprio ambiente, ciotole posizionate in un punto tranquillo e un’area di eliminazione appartata, accessibile e sicura. Insomma bisogna guardare l’ambiente dal punto di vista… del gatto!
  • Chiedere un aiuto professionale. Se non si riesce a capire cosa potrebbe scatenare questo comportamento e non si è in grado di reindirizzarlo, chiedere al Medico Veterinario un riferimento professionale da contattare.

 

Come prevenire?

  • Tenere corde, fili, elastici, filo, spago e altri oggetti simili in un luogo sicuro che il gatto non può raggiungere.
  • Prestare particolare attenzione ai gattini perché più propensi a entrare in spazi ristretti inaspettati, cercando guai e trovando oggetti anche pericolosi.
  • Se si utilizzano giochi a cannetta, riporli quando si ha finito in modo che il gatto non possa giocarci senza supervisione.
  • Prestare particolarmente attenzione alle stringhe dei sacchi dell’immondizia.

(Autore: Ewa Princi)

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