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Ogni volta che scompare una persona e si cominciano le ricerche, i media parlano dell’impiego di cani molecolari. Il termine “molecolare” di per sé non ha un fondamento scientifico, perché tutti i cani da ricerca seguono una singola molecola olfattiva: la stampa ha solo semplificato la cosa definendo questi soggetti come cani molecolari, definizione diventata poi di uso comune.

In realtà questi animali sono impiegati nel mantrailing (man: uomo; trail: pista, traccia, sentiero), attività che consente di individuare e seguire il percorso effettuato da una persona con l’impiego di un cane opportunamente addestrato. Questa disciplina è nata negli Stati Uniti per la ricerca di evasi e persone scomparse e la razza più impiegata in questa attività è senza dubbio il bloodhound, segugio di grossa taglia di origine belga.

Il bloodhound,

Il bloodhound – o cane di Sant’Uberto (chien de Saint-Hubert) – è stato allevato in tempi antichi dai monaci dell’omonimo convento nelle Ardenne, selezionato per il fiuto straordinario, la forza e la resistenza che lo rendevano un soggetto estremamente utile all’uomo per la caccia alla grossa selvaggina, in particolare il cervo.

cani molecolari

Anche se sulle sue doti innate di seguire la traccia di un animale ferito (da cui il nome bloodhound, cioè “cane da sangue”) non si discute, il suo impiego in campo venatorio è stato di fatto limitato dalla sua imponenza e il suo eccezionale fiuto è stato “dirottato” nella ricerca di persone disperse.

Il bloodhound è un cane fondamentalmente mite, anche se testardo come tutti i segugi, si affeziona molto al padrone ed è in grado di affrontare con tranquillità qualsiasi nuova esperienza come ad esempio il trasporto in elicottero. A differenza di altre razze che lavorano libere questo cane lavora sempre al guinzaglio, quindi occorre essere adeguatamente allenati e agili per poterlo affiancare e stare al suo passo su qualunque terreno, come pietraie o pendii particolarmente scoscesi. Si tratta di un cane dalla resistenza eccezionale, tanto che può pistare per 4-5 ore e per più di 7 chilometri con dislivelli anche di 1.200 metri.

Un’altra differenza che distingue il classico cane da ricerca dal cane molecolare è che il primo è addestrato a fiutare la presenza di persone che si possono trovare sepolte sotto le macerie o la neve, in caso di calamità come terremoti o valanghe, mentre il secondo ricerca esclusivamente una persona, quella di cui ha fiutato l’odore.

cani molecolari

Addestramento e lavoro

L’addestramento di un cane da mantrailing dura circa un anno e mezzo, al termine del quale viene conseguito il 1° brevetto (altri due brevetti sono specifici per il lavoro di polizia).  La formazione di questi soggetti, le attività addestrative e le prove valutative sono seguite da Istruttori svizzeri della NBAS (National Bloodhound Association of Switzerland) coadiuvati da istruttori americani provenienti dalla Virginia.

Il sistema delle campionature ricorda molto i metodi della Polizia Scientifica, viene cioè individuato l’oggetto meno “inquinato” della persona dispersa (che può essere una spazzola, un pettine o mozziconi di sigaretta, per esempio) oppure la traccia lasciata all’interno di un luogo chiuso, come un veicolo. Il cane da mantrailing fiuta l’odore ed è in grado di seguire la traccia, anche se vecchia di qualche giorno, persino in luoghi affollati e contesti urbani, fermo restando che avverse condizioni ambientali possono influenzare la qualità e la durata della traccia.

Il bloodhound lavora su una molecola specifica, riesce a immagazzinarne l’odore nella sua mente e segue solo quello senza farsi distrarre da altro.

Dal 2010 il cane da pista è impiegato anche nel soccorso alpino. Il suo impiego si è reso necessario visto l’aumento di un particolare tipo di turismo ed escursionismo (ad esempio i cercatori di funghi) e per il numero di richieste di interventi, il che ha comportato la necessità di formare cani che puntassero la loro ricerca su una zona precisa e circoscritta.

Il CNSAS (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico) con le sue Unità Cinofile da Ricerca Molecolare (UCRM) è stato il primo a lavorare con i bloodhound, per la maggior parte provenienti da allevamenti di cani da lavoro che utilizzano linee di sangue da anni impiegate in Polizia.

cani molecolari

Anche l’Arma dei Carabinieri si avvale dell’uso dei bloodhound che sono in forza all’Unità Molecolare della sezione speciale cinofili dell’Arma con sede a Firenze, pronti a entrare in azione con i propri conduttori laddove si renda necessario il loro intervento (autore: di Lorena Quarta)

INDIRIZZI UTILI

CNSAS (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico): www.cnsas.it

CSEN cinofilia: www.csencinofilia.it

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