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La mancanza di autocontrollo è un disturbo comportamentale caratterizzato da elevata reattività, anche a stimoli molto bassi, e da una motricità esacerbata e poco strutturata. Viene anche definito sindrome di iperattività e i gatti che ne soffrono hanno difficoltà a fermarsi e ad acquietarsi, corrono e saltano per casa senza sosta e rincorrono qualsiasi cosa si muova. L’animale vive in uno stato di tensione continua, è sempre vigile e reagisce a ogni minimo stimolo. In occasione di qualsiasi contatto fisico, e soprattutto nel gioco, usa denti e unghie in modo incontrollato, ferendo spesso le mani dei proprietari.

Ripercorriamone le origini

Per ben comprendere questo disturbo comportamentale bisogna tornare indietro nel tempo, più precisamente ai primissimi mesi di vita del gattino che sono il periodo più importante per il suo sviluppo psicologico e sociale, durante il quale impara tutte le nozioni fondamentali che lo accompagneranno per il resto della vita.

Durante questo periodo, che viene definito sensibile, avviene anche l’apprendimento dell’autocontrollo: si tratta del controllo dei movimenti, del morso, del graffio e delle reazioni emotive. I giochi con i fratelli e con la madre e le sue lezioni educative insegnano al gattino questo autocontrollo, fondamentale per le sue future interazioni con gli altri gatti e con gli esseri umani.

L’autocontrollo consiste quindi nell’apprendere come e quanto controllarsi e soprattutto controllare i propri movimenti, i propri morsi e graffi ed essere capace di adattarsi a ogni contesto. L’impulsività e la tonicità dei movimenti devono essere inibite, ecco perché il periodo vissuto accanto alla mamma e ai fratellini è di fondamentale importanza. L’inibizione dei morsi, dei graffi e dei movimenti viene appresa nel periodo sensibile proprio tramite l’interazione con gli altri gattini e con la madre, interazione che favorisce l’apprendimento dell’autocontrollo: giochi di combattimento tra gattini, tra gattini e la mamma e sue aggressioni disciplinari ed educative. Un morso non deve avere la stessa intensità se dato nel corso di un gioco sociale o se destinato a predare un topo. Anche i graffi devono essere limitati, gli artigli devono essere retratti in occasione di incontri legati al gioco sociale e devono essere invece esposti quando si tratta di difendere la propria sopravvivenza nei combattimenti.

C’è una soluzione?

Innanzitutto è importantissimo non insegnare a Micio a giocare con le nostre mani o con altri parti del nostro corpo. Se questo già accade, dobbiamo fargli capire che le nostre mani servono ad altro, e non sono una palestra di gioco: servono a dare la pappa (offriamogli del cibo dalla nostra mano) oppure a coccolarlo (aspettiamo che si avvicini lui e delicatamente accarezziamolo). Se dovesse mordere fermiamoci immediatamente e togliamo lentamente la mano. Non vogliamo che ci scambi per una preda che fugge, il che lo spingerebbe ancora di più ad afferrarci e mordere! Per giocare con lui, invece, utilizziamo esclusivamente giochi che ci permettano di lasciare una certa distanza tra le nostre mani e il gatto, ad esempio i giochi a cannetta. L’interazione c’è, il gioco c’è, ma non c’è contatto diretto con il nostro corpo.

Si tratta sempre di mancanza di autocontrollo?

Non è detto che se Micio presenta i sintomi che abbiamo descritto si tratti sempre di mancanza di autocontrollo. Bisogna infatti fare una distinzione tra mancanza di autocontrollo, di cui abbiamo appena parlato, e aggressività predatoria. Questo tipo di aggressività si presenta quando il gatto manifesta un comportamento di predazione nei confronti delle persone, nel qual caso preferisce attaccare le caviglie, i piedi o le mani. Tenuto conto, come abbiamo già detto, che durante la sequenza predatoria le unghie sono sfoderate e il morso non è inibito, le conseguenze di questi agguati possono rivelarsi anche serie.

Le motivazioni che spingono il gatto a predare i proprietari possono essere la presenza di un ambiente poco stimolante e l’abitudine di giocare con i familiari in modo aggressivo. A volte infatti Micio non ha adeguati stimoli in casa, soprattutto se non ha la possibilità di uscire, quindi la sua attenzione è attirata da qualsiasi oggetto in movimento. È fondamentale dunque fornirgli giochi che ricordino la predazione, luoghi su cui arrampicarsi e stimoli sempre nuovi, e indirizzare in questo modo il gioco e il comportamento predatorio verso giocattoli o altri oggetti. Non lasciamo mai i giochini sparsi per la casa, ma raccogliamoli quotidianamente per riproporli in un altro momento, così da renderli sempre nuovi e stimolanti.

(Autore: Ewa Princi)

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