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Pratica ormai frequente in America, oggi anche in alcuni aeroporti italiani sono operativi numerosi quattrozampe pronti a intervenire per rasserenare gli animi di chi ha paura di prendere il volo

Quella di volare, associata a quella del vuoto, è una delle paure più diffuse al mondo, tanto che l’aeroporto è comunemente considerato un luogo di ansia e stress causati dalla paura del volo o dalle attese forzate durante gli scali.

Nonostante l’utilizzo ormai molto diffuso dell’aereo, il fenomeno dell’aerofobia è piuttosto esteso: in Italia, così come nel resto del mondo, la percentuale di persone affette da questo disagio è quantificabile intorno al 50% e di questa percentuale fa parte sia chi nonostante voli abitualmente affronta i viaggi sempre con difficoltà, sia chi teme di prendere un aereo pur non avendo mai volato. A soffrirne sono più le donne che gli uomini, mentre non ci sono grosse differenze né per quanto riguarda la distribuzione geografica né per il livello sociale o il grado di istruzione.

In base a recenti sondaggi, in Italia tra le persone che hanno volato almeno una volta (37% della popolazione) il 33% dichiara di avere paura e il 10% assicura che non volerà mai più.

In America, soprattutto dopo l’attentato del 2001 alle Torri Gemelle, da tempo vengono portati avanti progetti di pet therapy negli aeroporti, proprio per combattere stress e tensione prima del decollo. Il primo è stato l’aeroporto San José e oggi sono ben 58 gli aeroporti in cui sono operativi i cani.

Progetti simili sono portati avanti nell’aeroporto indiano di Mumbai e in alcuni scali canadesi, mentre in Gran Bretagna pioniere è stato l’aeroporto di Aberdeen.

 

 

Anche in Italia…

Nel 2015 Sonia Ricciu, dell’associazione Archi Pet, ha pensato bene di proporre un analogo progetto anche in un aeroporto italiano, il Cristoforo Colombo di Genova.

È nato così Dog Airport, che ha l’obiettivo di portare svago, relax e intrattenimento ai viaggiatori di qualunque età, sia adulti che bambini.

La “wag brigade” (brigata scodinzolante) – come la definiscono gli americani – è composta da 16 cani, tutti valutati da un educatore cinofilo (Enrico Di Piazza) da un punto di vista attitudinale.

Tutti i cani, di razza e non, sono potenzialmente adatti purché in possesso di alcune caratteristiche: perfetta socializzazione, prevedibilità, affidabilità, complicità, docilità, adattabilità al contesto, oltre a godere ovviamente di un perfetto stato di salute.

La brigata scodinzolante è composta da quattrozampe di proprietà dei conduttori, che hanno già una vasta esperienza come cani da terapia in scuole, ospedali e case di riposo. I pet indossano una pettorina identificativa che li segnala come cani da pet therapy.

Ci sono soggetti sia giovani che anziani, di taglia piccola o media, maschi o femmine: Maya (golden retriever), Lea (pastore australiano), Luce (border collie), Margot e Pedro (labrador retriever), Homer (basset hound), Mellow (pastore maremmano) e i meticci Rosita, Mimi, Briga, Rocky, Flora, Aika, Paco, Mojito e Sofia.

 

 

In Lombardia invece il progetto pet therapy di Frida’s Friends è iniziato lo scorso anno negli scali di Linate e Malpensa e prosegue per tutto il 2019. Il successo è veramente grande e tutti sono entusiasti, sia la direzione SEA sia, soprattutto, gli utenti finali.

Gli animali terapisti Frida’s con i loro proprietari/conduttori portano un sorriso e un diversivo inaspettato.

Anche qui vengono impiegate diverse tipologie di cani, piccoli e grandi, di razza (come barboni, pastori australiani, labrador, pitbull e malinois) o meticci.

Le giornate nei gate di partenza vedono coinvolti almeno 3 binomi ogni volta, in modo da poter creare rotazioni e pause per gli animali.

I cani si lasciano accarezzare e coccolare favorendo l’interazione tra uomo e animale ed è provato che quando le persone sorridono rilassate e socializzano con estranei, i livelli di ansia calano considerevolmente. Ovviamente nessun passeggero viene obbligato, si aspetta che le persone si avvicinino o sono gli operatori ad avvicinarsi nel caso vengano chiamati.

L’iniziativa della “wag brigade” sta ottenendo un crescente successo e sia nello scalo genovese che in quelli milanesi l’attività riprenderà nel periodo natalizio.

 

 

BENE A SAPERSI

  • Negli Stati Uniti la pet therapy negli aeroporti ha cominciato a diffondersi dal 2001 dopo l’attacco alle Torri Gemelle, quando vennero impiegate circa 500 unità cinofile per combattere i traumi causati da quel tragico evento. Si è poi estesa a San Francisco, Edmonton, Los Angeles e Miami con analogo successo.
  • Nel 2016 l’aeroporto di San Francisco, in via sperimentale, ha accolto nella squadra di animali antistress una terapista davvero speciale: la maialina LiLou, che ha riscosso un incredibile successo tanto da avere un proprio profilo Instagram e il sito a lei dedicato www.lilouthepig.com.
  • L’aeroporto internazionale di Denver è quello che vanta la “wag brigade” più numerosa: ne fanno parte, infatti, ben 100 cani appartenenti a 40 razze diverse, tutti con la caratteristica pettorina blu con la scritta “pet me” (coccolami). Tra loro, anche un gatto di nome Xeli.

(Autore: Lorena Quarta)

 

ASSOCIAZIONE ARCHI PET
www.archipet.it

ASSOCIAZIONE FRIDA’S FRIENDS
www.fridasfriends.it

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