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La Mielopatia Degenerativa

Fra le patologie neurologiche dell’animale domestico la Mielopatia Degenerativa (DM) è una grave patologia che colpisce il midollo spinale di molte razze canine – ma viene riscontrata anche in soggetti non di razza pura – prevalentemente di grossa taglia, in un’età compresa fra i 5 e i 14 anni, senza distinzione di sesso.

Si manifesta con una progressiva e irreversibile interruzione degli stimoli nervosi dagli arti al cervello e viceversa, provocando la totale incapacità deambulatoria dell’animale e conducendo all’eutanasia. Causa dei sintomi è una degenerazione della materia bianca (composta da assoni rivestiti di mielina) del midollo spinale, attraverso la quale avviene la trasmissione degli impulsi sensoriali dagli arti al cervello e di conseguenza la trasmissione in senso inverso degli impulsi motori volontari e involontari. Fra i vari sintomi si riscontrano un’iniziale atassia del treno posteriore, lo scivolamento degli arti sulle diverse superfici lisce e gradualmente nel tempo una totale perdita del movimento volontario posteriore, accompagnata da una grave atrofia muscolare. Vengono poi interessati anche agli arti anteriori, infine i muscoli del collo e i muscoli preposti alla respirazione.

Il ruolo della riabilitazione è di vitale importanza, poiché se trattata per tempo la patologia può essere rallentata garantendo all’animale una qualità di vita migliore. È fondamentale seguire un programma regolare di riabilitazione che consiste in sedute mirate a contrastare l’atrofia muscolare ed esercizi per mantenere l’escursione articolare. L’underwater treadmill – o tapis roulant in acqua – contribuisce efficacemente al mantenimento della stazione e al miglioramento della coordinazione. Non esistono cure mediche, dunque è importantissimo l’impiego di integratori alimentari di eccellente qualità, in particolare di vitamina B12. Le vitamine essenziali del gruppo B sono otto e benché siano presenti negli alimenti in natura o spesso associate in un solo complesso vitaminico cosiddetto genericamente del gruppo B, le ricerche mostrano che, da un punto di vista chimico e funzionale, sono nutrienti ben distinti. Nella forma associata coadiuvano il normale funzionamento del metabolismo energetico e contrastano il senso di affaticamento. Inoltre il necessario apporto vitaminico di omega 3 è indispensabile per mantenere la struttura e garantire il funzionamento delle cellule nervose.

 

 

L’ernia discale

Un’altra patologia neurologica molto frequente, soprattutto nei bassotti, trattata con efficacia nelle sedute di riabilitazione è l’ernia discale. Colpisce prevalentemente dopo i 6 anni di età e consiste nella rottura di un disco vertebrale e nella conseguente fuoriuscita di materiale discale, che va a comprimere i nervi della colonna vertebrale nei distretti limitrofi. Anche in questo caso, in associazione alla riabilitazione veterinaria che inizia con un trattamento passivo e prosegue con esercizi attivi, oltre all’ausilio di alcune terapie strumentali è indispensabile l’uso di integratori alimentari. Molto indicata l’associazione di glucosamina, per integrare la cartilagine del disco intervertebrale, oltre all’aggiunta degli integratori vitaminici del gruppo B e di omega 3.

 

La poliradicoloneurite

Una patologia neurologica importante trattata con ottimi risultati nella riabilitazione veterinaria è la poliradicoloneurite, malattia degenerativa del sistema nervoso centrale e periferico conseguente alla perdita della guaina mielinica che riveste gli assoni delle cellule nervose. Di causa ignota, ma di probabile natura autoimmune, si manifesta con la progressiva paralisi degli arti. Richiede tempestive cure riabilitative veterinarie, oltre a specifiche terapie atte a recuperare il più velocemente possibile il tono muscolare perso durante l’immobilità onde evitare le piaghe da decubito soprattutto nei cani più pesanti. Importanti anche le terapie passive iniziali e la collaborazione del proprietario durante la fase acuta della malattia perché possa seguire il paziente anche a casa in base alle indicazioni fornite da fisioterapeuta. Anche per questa patologia è cruciale l’impiego di un’integrazione vitaminica, associando il complesso B e l’omega 3 al coenzima Q10, che svolge un’importante azione antiossidante.

 

 

L’embolo fibrocartilagineo

Altra patologia neurologica che beneficia dei trattamenti fisioterapici è l’embolo fibrocartilagineo per il quale, oltre alla terapia antinfiammatoria prescritta dal medico veterinario di fiducia, sono essenziali la riabilitazione e la somministrazione di integratori mirati.

 

Mai rinunciare a intervenire

Le patologie in ambito veterinario che rispondono al trattamento con integratori alimentari con minerali e vitamine sono molteplici e gli esempi menzionati sono suffragati da un’ampia documentazione e letteratura scientifica a livello internazionale. È importantissimo che oggi l’informazione consenta di non demoralizzarsi o rinunciare a intervenire, ma anzi invogli a intercettare tempestivamente la patologia e a pianificare i trattamenti per regalare all’animale la migliore qualità di vita possibile. I risultati parleranno da soli. (Autore: Sally Mascaro)

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