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Postura e movimenti di zampe e coda permettono agli animali di comunicare tra di loro e all’uomo. In occasione della Settimana Internazionale del Sordo, durante la quale si celebra la Lingua dei Segni, il dr. Renato Magliulo, specialista in Etologia Applicata e Benessere Animale e Direttore Sanitario del Centro Ca’ Zampa di Udine, ci aiuta ad analizzare nel dettaglio analogie e differenze degli amici a quattro zampe nel comunicare un’informazione all’esterno.

 

“Ai cani e gatti manca soltanto la parola”, è una delle frasi più frequenti che si dicono quando si parla degli amati animali domestici. Essi, però, sopperiscono a questa mancanza elaborando messaggi e trasmettendo segnali all’esterno in modo per loro chiaro e lineare, ma che a volte può portare a fraintendimenti nell’uomo. In occasione della seconda edizione della Settimana Internazionale del Sordo, durante la quale si celebra la Lingua dei Segni, il Direttore Sanitario del Centro Ca’ Zampa di Udine Renato Magliulo, specialista in Etologia Applicata e Benessere Animale spiega come comunicano cani e gatti, evidenziandone analogie e differenze e spiegando come gli umani devono interpretare i loro segnali e gesti.

Il dottor Magliulo tiene a sottolineare come, nonostante si tratti della Settimana Internazionale che celebra la Lingua dei Segni nell’uomo, non si debba sottovalutare la comunicazione tra esseri umani e animali. “Occorre comunicare con cani e gatti in modo chiaro per evitare incomprensioni, occorre decifrare e inviare messaggi ‘in lingua gatto’ e ‘in lingua cane’ in maniera chiara ed efficace, altrimenti si possono creare incomprensioni e stati di tensione.”

 

 

In generale la comunicazione avviene quando c’è un emittente che invia un messaggio, attraverso un canale, ad un ricevente che lo codifica attraverso un linguaggio, verbale o paraverbale. Lo stesso concetto base secondo il dottor Magliulo avviene per cani e gatti quando devono comunicare i loro bisogni fondamentali. “Come gli esseri umani, anche gli animali per comunicare utilizzano molto la postura, la mimica e le espressioni del corpo: la coda può assumere diversi significati a seconda del contesto in cui ci si trova, le labbra tirate molto spesso nel cane possono voler esprimere uno stato di ansia, mentre il leccarsi il naso nel cane, come nel gatto, può comunicare uno stato di tensione. Tuttavia, c’è una differenza tra esseri umani e animali: se la comunicazione nell’uomo passa principalmente attraverso l’olfatto, la vista e l’udito, negli animali l’olfatto è il senso privilegiato per comunicare.” Il gatto usa “farsi le unghie”, ovvero graffia le superfici non solo per tenersi in forma ma per marcare il proprio territorio, mentre il cane utilizza le deiezioni per segnare lo spazio d’appartenenza. Inoltre i cani quando si incontrano si annusano vicino alla bocca, dietro le orecchie, e poi sotto la coda in quanto esistono ghiandole sebacee che emettono odori personali che aiutano a riconoscersi tra loro, o a capirne le intenzioni e persino lo stato di salute.

Secondo l’interpretazione dell’uomo si è soliti pensare che i cani scodinzolino per manifestare felicità. “In realtà – afferma il dottor Magliulo – muovere la coda può essere anche un segnale di tensione: il cane può muoverla come una frusta quando si sente in pericolo. Quando si accarezza un gatto, esso manifesta il suo gradimento tirando su la coda a forma un uncino per fermare la mano del padrone e avvisarlo di ricominciare. I significati di questi segnali possono dipendere anche dai contesti nei quali avvengono.”

Sulla postura, è da notare come il mettersi a pancia in su nei cani comunichi un’informazione del tutto diversa rispetto ai gatti. “Quando il cane assume questa posizione, si pensa che voglia le coccole, ma in realtà si tratta di una ‘resa’, data dal mostrare i propri punti vulnerabili come l’addome e la gola. Il gatto invece quando si mette a pancia all’aria assume la sua posizione più aggressiva, perché con zampe e bocca può colpire da un momento all’altro in maniera repentina. Sempre i felini, quando mettono le zampe sotto di sé, non sono aggressivi, ma indicano uno stato di perfetto equilibrio.”

 

 

Tra i bisogni principali che un animale comunica, c’è il senso di fame. Tenendo presente che è l’uomo a gestire le risorse fondamentali degli animali, si innescano negli animali dei meccanismi di consuetudine e di orari nella somministrazione del cibo. Anche qui, ci sono differenze comportamentali tra cani e gatti. “Nel cane si creano dei ritmi a livello ormonale che innescano il messaggio della fame: il cane manifesta il suo bisogno di cibo girando intorno al padrone, il quale non deve accontentarlo se non è il momento di mangiare. Il gatto mangia in maniera diversa, anche 10-12 volte al giorno, facendo piccoli pasti ogni tanto. Mentre il gatto è capace di gestirsi il cibo, il cane non lo è: dobbiamo essere noi a gestirlo, togliendo la ciotola e riproponendola, altrimenti si creano stati d’ansia e di confusione.”

Per quanto riguarda stanchezza e sonno, anche qui occorre interpretare segnali e azioni inequivocabili. “Generalmente i cani manifestano il proprio senso di stanchezza recandosi presso la propria cuccia. Essi hanno un ritmo diverso dal nostro: in particolare durante la notte ogni due ore di sonno si girano e dormono dall’altra parte. Dobbiamo mettere in condizione l’animale di vedere rispettate le proprie caratteristiche etologiche, altrimenti si creano degli stati di incomprensione che si manifestano con sbadigli e stiracchiamenti estesi. Il gatto invece dorme tutto il giorno, si sveglia al tramonto e all’alba per andare a caccia. Ciò va in conflitto con le nostre abitudini: anche in questo caso dobbiamo essere rispettosi dei nostri amici a quattro zampe.”

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