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L’ara dalle ali verdi, Ara chloroptera o chloropterus (G.R. Gray, 1859), è un pappagallo di grossa taglia, l’ara più grande dopo l’ara giacinto. Se allevata a mano, è capace di un fortissimo legame con l’uomo. Di carattere tranquillo, cresciuta in casa non è particolarmente rumorosa durante la giornata; tuttavia quando si sveglia e quando sta per andare a dormire emette schiamazzi anche piuttosto molesti, essendo dotata di una voce sgraziata e forte.

Descrizione

Corpo forte e compatto, con lunga coda e una taglia che raggiunge i 90 cm, l’ara dalle ali verdi ha la testa rossa e la tipica zona a pelle nuda, bianca sulle redini e le guance, solcata da sottili linee punteggiate di piumette anch’esse rosse. In eccitazione, la pelle da bianca diventa rosata.

Come testa e collo, anche il corpo e la coda hanno come colore dominante il rosso, con leggeri segni gialli nella parte bassa dell’addome e alcune timoniere laterali blu, mentre il resto delle timoniere è rosso. Le ali hanno le copritrici verdi e blu e le remiganti blu: essendo dunque la colorazione divisa in bande a partire dall’attaccatura, l’effetto ad ala aperta è di tre strisce sovrapposte, una rossa, una verde e una blu più ampia. Le zone inferiori del corpo, il sotto-ala e il sottocoda sono rossi mentre la parte inferiore della coda è blu chiaro.

Il forte e grosso becco presenta il ramo superiore chiaro e quello inferiore nero, così come scure sono le zampe. L’occhio ha l’iride giallo chiaro.

I due sessi non mostrano alcun dimorfismo, mentre i giovani immaturi possono avere segni gialli sulle copritrici superiori delle ali, dove nell’adulto compare esclusivamente il verde. L’iride degli immaturi è bruna, la colorazione generale più pallida e la coda notevolmente più corta.

La voce è potente, non eccessivamente roca, con richiami bassi che in volo si fanno ripetuti, penetranti e gracchianti, tanto da renderli simili a quelli del Corvus corone, la cornacchia grigia, uccello tipicamente europeo.

Le sue misure

Ali        38-42,1 cm

Coda    44-53,1 cm

Becco              7,1-8,4 cm

Tarso   3,6-4,4 cm

Ambiente naturale e comportamento

Vive nelle foreste tropicali di pianura e collina, ma abita anche la foresta amazzonica e le savane alberate, raggiungendo i 100 metri di quota a Panama, i 500 m in Colombia e i 1400 m in Venezuela.

Si muove prevalentemente in coppie o in piccoli gruppi formati da coppie; meno comuni i gruppi famigliari. Si associa senza problemi con altre ara, soprattutto la macao e l’ararauna.

Si nutre prevalentemente dei frutti di Acrocomia e Caryocar e dei frutti e dei semi di Copaifera langsdorfii e di Hymenaea courbaril.

Ama appollaiarsi sulle rocce e spesso nidifica negli anfratti rocciosi, oltre che negli alberi cavi. In Amazzonia, presso le cascate di Iguaçu, una colonia di alcune decine di coppie nidifica in una valle dal terreno argilloso scavando gallerie lungo le pareti a strapiombo.

Il periodo della cova va da novembre ad aprile in Perù, si concentra a gennaio nel Brasile centrale e a dicembre nella parte caraibica dell’areale di distribuzione. Il nido, costruito in alberi cavi, non è particolarmente arredato. La coppia non porta materiali da imbottitura ma scava e rosicchia il legno morto fino crearsi uno spazio adeguato. Lo stesso nido viene usato per diversi anni. La femmina depone normalmente due uova, a volte tre, che cova per circa 33-35 giorni. I piccoli, che hanno uno sviluppo molto lento, si involano attorno ai tre-quattro mesi, ma non sono autosufficienti che attorno ai cinque-sei mesi di vita. Nei pressi delle cascate di Iguazù tra Brasile e Argentina, vi è una colonia di queste ara che hanno imparato a scavarsi il nido in pareti di terra argillosa proprio lungo le cascate stesse.

Distribuzione

L’ara dalle ali verdi vive nelle vaste zone di Panama, Colombia, Venezuela, Guyana, nelle regioni del Paranà e del Mato Grosso in Brasile, in Perù, Bolivia, Paraguay e nel nord dell’Argentina. A Panama oggi è presente solo nella parte orientale (prima anche in quella occidentale). In Colombia vive nella zona caraibica, mentre in Venezuela e in Guyana abita le terre basse. In Brasile era comune anche nelle aree amazzoniche, dove adesso è invece rara (poche popolazioni in zone limitate). In Argentina l’ultimo avvistamento di un gruppo cospicuo risale al 1917.

Si tratta di un uccello stanziale, una volta ben diffuso e oggi in declino a causa della distruzione degli habitat, della caccia e delle catture indiscriminate. Non corre comunque alcun rischio di estinzione (è inserito in Appendice II CITES).

L’ara dalle ali verdi e l’uomo

In cattività ha raggiunto ottimi successi sia come riproduttore che come animale da compagnia. Come riproduttore da anni si ottengono risultati positivi in tutto il mondo, sia nell’allevamento in purezza – quando cioè i genitori naturali, come avviene in natura, portano a termine una sola cova a stagione – sia nell’allevamento intensivo dove, facendo schiudere la prima deposizione in incubatrice, la coppia nidifica anche una seconda ed eventualmente una terza volta per stagione. L’allevamento in purezza implica che l’allevatore fornisca un’alimentazione particolarmente ricca e varia ai riproduttori, mentre in quello artificiale i riproduttori vengono mantenuti con la dieta base per il periodo riproduttivo e i piccoli vengono svezzati con gli appositi prodotti da imbecco oggi comunemente in commercio.

La dieta ideale

La dieta ideale per questa specie di ara contempla una buona miscela di semi secchi per grandi pappagalli la cui composizione indicativamente potrebbe comprendere: 25% di girasole bianco, 25% di girasole striato piccolo, 10% di grano saraceno, 10% di avena decorticata, 10% di cardi o di durra, 5% di canapa, 5% di mais tipo marano, 5% di arachidi e noci sgusciate, 5% di mix di frutta disidratata (uvetta, ananas, banana), peperoncino piccante, bacche di ginepro e bacche di rosa canina secche. Queste proporzioni sono solo indicative e possono variare anche in base al resto dell’alimentazione. Infatti se si utilizzano estrusi e pellettati presenti sul mercato con formulazioni specifiche per questo pappagallo, si può rivedere la miscela di sementi secche, riducendo le percentuali di semi grassi. Indicativamente possiamo dire che le ara devono seguire – a seconda del periodo (cova, svezzamento dei piccoli o riposo invernale) – una dieta con un rapporto proteine-grassi variabile dal 15% di proteine con un 7% grassi, fino a un massimo del 22% di proteine su un 10% di grassi. Indispensabile poi la somministrazione di una buona razione quotidiana di frutta e verdura: mela, pera, ananas, banana, arancia, mandarino, anguria, cetriolo, zucchina, finocchio, carota, cavolfiore, insalata verde (soprattutto cicoria e tarassaco, compreso il fiore), melanzana, pomodoro, broccolo, spinaci e cavolo…

Altra integrazione importante, soprattutto per i soggetti in riproduzione, sono i mix di sementi germinate: soia rossa e azuchi, ceci, fagioli cannellini, borlotti e rossi, fagiolini dall’occhio, piselli, mais, girasole striato, grano saraceno e frumento. Anche un mix di granaglie lessate è un’integrazione molto importante come lo può essere un buon pastone proteico e arricchito con uvetta, noci, frutta disidratata, bacche di ginepro e bacche di peperoncino (ma solo per i soggetti a cui non viene somministrato un estruso o nel mix di granaglie non sono presenti noci, frutta disidratata e bacche).

Per gli animali pet la dieta più consigliata è quella con un buon estruso di mantenimento come base, una razione abbondante giornaliera di frutta e verdura e una piccola razione di sementi secche. Occasionalmente qualche noce di macadamia, qualche biscotto secco non troppo zuccherato o altre golosità come mandorle o nocciole, possono essere utilizzate come premio durante il gioco.

Per gli animali in riproduzione invece la dieta deve variare in funzione del periodo dell’anno e delle condizioni climatiche: più ricca di grassi e zuccheri per animali che stanno al freddo, più ricca di proteine e grassi per quelli che allevano i piccoli. (Autore: Gianni Ravazzi – foto Allevamento Luisa)

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