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È assolutamente normale che gli uccelli effettuino la muta rinnovando ogni anno, o più raramente in più tempo, il proprio piumaggio: ciò rappresenta un processo necessario alla loro sopravvivenza in natura.
Un volatile col piumaggio rovinato può non essere in grado di proteggersi dal freddo e dalle intemperie e rivelarsi incapace di volare non riuscendo quindi a trovare nutrimento o acqua o non essendo in grado di tornare a nido. Con il tempo infatti il vecchio piumaggio, come un abito, può tendere a rovinarsi, ed ecco che diventa necessaria la muta, per evitare problemi conseguenti. Quest’ultima rappresenta sicuramente un grosso impegno per l’organismo del volatile, paragonabile a quello di fare un uovo (o per un mammifero, alla gravidanza). Le penne sono costituite da cheratina, una proteina che viene sintetizzata a livello del fegato, e produrre tutta la cheratina necessaria a rinnovare il piumaggio rappresenta uno sforzo, tanto che i volatili gravemente malati, specie se in modo cronico, possono avere una muta lenta, non riuscendo il loro organismo a sostenere i ritmi normali.

Talvolta soggetti con gravi patologie croniche non effettuano del tutto la muta e il loro piumaggio appare, anche per questo motivo, opaco e rovinato e non compatto, morbido e sericeo come dovrebbe essere. Se il proprietario non aveva notato altri sintomi che potevano far pensare a una patologia, sicuramente questo tipo di problema è già sufficiente per far capire che è in atto una malattia. Rappresentando la muta uno sforzo e uno stress per l’organismo, può favorire l’insorgenza di forme morbose. Ovviamente non sempre la muta si accompagna alla comparsa di una malattia, ma solo in alcuni casi che non rappresentano assolutamente la maggioranza. Essendo il ricambio delle penne un processo impegnativo, può capitare che il volatile presenti, durante questa fase, un comportamento un poco diverso dal solito. Se l’animale potesse parlare forse ci direbbe di sentirsi un po’ più stanco, ma non essendo questo possibile è compito del proprietario osservare con attenzione il comportamento del proprio volatile per capire se c’è qualcosa che non va ed eventualmente prendere subito le dovute contromisure. I proprietari più attenti riescono a notare le minime variazioni di comportamento del loro beniamino: questo è molto importante perché può servire per riconoscere e segnalare tempestivamente l’insorgere di problemi.
Gli uccelli, e quelli da gabbia e da voliera non fanno eccezione, tendono a non rendere manifesti i loro problemi di salute per salvarsi la vita. In Natura infatti il soggetto che riveli in modo evidente le proprie condizioni di debolezza, segnalerebbe ad eventuali predatori il  proprio stato,  scatenandone l’attacco per ovvi motivi di convenienza. Dunque non è sempre facile, specie se si è alla prime armi, capire cosa sta succedendo, ma si può imparare e migliorare con l’esperienza anche ascoltando i consigli di chi ne sa di più.

Volatili Sani

Muta in natura e in cattività

I pappagalli che, con poche eccezioni , provengono da regioni tropicali od equatoriali, tendono a fare la muta durante tutto l’anno, rispettando meno i ritmi stagionali degli uccelli nostrani. Questi ultimi tendono a riprodursi in primavera/estate e ad effettuare poi la muta alla fine del ciclo riproduttivo, quando le giornate cominciano ad accorciarsi (fotoperiodo decrescente). Molti passeriformi da gabbia e da voliera cominciano la muta verso luglio/agosto: questo processo può durare diverse settimane o più mesi. Dato che la muta, così come il ciclo riproduttivo, viene influenzata dalla luce, o meglio dalla lunghezza del fotoperiodo, la vita in cattività può alterare i ritmi naturali a causa dell’illuminazione artificiale che tende a prolungare le giornate in modo innaturale. Gli allevatori di canarini fornendo un’illuminazione controllata ai propri volatili ne influenzano a piacimento i ritmi vitali, facendo iniziare il ciclo riproduttivo in tempo per poi poter presentare ottimi soggetti alle mostre di fine anno. Questi uccelli lasciati a sé inizierebbero la deposizione delle uova verso aprile, quando le giornate tendono ad essere più lunghe, è più caldo e c’è anche più sole. Regolando l’accensione delle luci artificiali nel locale d’allevamento mediante temporizzatori, è possibile far riprodurre i canarini già in gennaio/febbraio, così da poter presentare alle mostre soggetti meglio sviluppati.

 Aiutare i volatili durante la muta

Durante la muta può essere utile fornire agli uccelli integratori polivitaminici, sali minerali ed aminoacidi, facilmente reperibili in commercio. Vanno monitorati con cura per controllare che la muta si svolga in modo regolare, senza interferire con la salute. Le penne che cadono devono essere sostituite, se rimangono aree deplumate bisogna capire cosa sta succedendo, perché questo può essere sintomo di una malattia in atto. Le nuove penne che crescono devono svilupparsi normalmente e avere un bell’aspetto lucido e compatto; in caso contrario ci si trova di fronte a qualche tipo di anomalia. L’alimentazione deve essere bilanciata in modo da soddisfare i fabbisogni degli animali, pena lo sviluppo di un piumaggio alterato.

(Autore: Alberto Tonelli)

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