Generic selectors
Corrispondenza esatta
Cerca nei titoli
Cerca nei contenuti
Cerca nei post
Cerca nelle pagine
testimonial
Filtra per categoria
Cani & gatti
Marketing & Comunicazione
Mercato
Negozio del mese
Notizie
Personaggio
Pesci & co
Piccoli mammiferi
Rettili & anfibi
Uccelli

La deplumazione cioè caduta o mancanza delle penne in zone specifiche va attentamente valutata perché puo’ essere il sintomo di forme morbose in atto. Talvolta si tratta di malattie anche gravi, che possono condurre a morte il volatile, se non opportunamente trattate

Le penne sono fondamentali nella vita degli uccelli: mantengono la temperatura corporea, permettono il volo e talvolta vengono utilizzate per la costruzione del nido.

Le alterazioni del piumaggio sono tra quelle più facilmente riconoscibili e tra queste le deplumazioni sono spesso le più evidenti e preoccupanti per il proprietario, che ne attribuisce solitamente la principale causa alla presenza di ectoparassiti, come acari e altri fastidiosi patogeni. Nei pappagalli in cattività quest’evenienza è relativamente rara; possono manifestarsi casi di rogna deplumante da Knemidocoptes laevis o la presenza di altri piccoli parassiti specie nei kakariki, ma certamente non sono episodi particolarmente frequenti. In seconda ipotesi i proprietari pensano a forme di micosi cutanee ma anche in questo caso si possono sì osservare degli episodi, dovuti ad esempio ad aspergillosi (da Aspergillus spp.) o a candida (Candida albicans), ma non certo frequenti. Bisogna poi sottolineare il fatto che quando compare una micosi cutanea si deve osservare dermatite con evidenti lesioni, il ritrovamento di un micete su cute normale o sul piumaggio non ha alcun valore diagnostico. Se su un’area deplumata si esegue un tampone per la ricerca di patogeni (batteri o miceti), l’isolamento degli stessi in assenza di lesioni non ha alcun valore diagnostico, anche se spesso viene erroneamente attribuito. Sul piumaggio di volatili in perfetta salute e con penne assolutamente normali, è molto facile isolare Aspergillus spp. o altri tipi di miceti, che in questo caso sono presenti solo come saprofiti. Se dalla cute di un’area deplumata si isola per esempio uno stafilococco, non si può certo affermare che si è in presenza di una follicolite o di una dermatite, se queste infiammazioni non sono clinicamente rilevabili od osservabili ad un esame istologico. Lo stesso discorso vale per la candida o altri miceti.

Molte deplumazioni erroneamente attribuite a parassiti esterni (ectoparassiti), a micosi o dermatiti di origine batterica, sono in realtà dovute ad auto-pica, che può essere di origine comportamentale, ma anche dovuta a forme morbose in atto, anche se clinicamente non evidenti all’occhio del proprietario. In quest’ultimo caso la deplumazione rappresenta solo il sintomo più evidente di una malattia generalizzata spesso seria e che rischia di condurre a morte il soggetto se non opportunamente trattato. I patogeni coinvolti possono essere virus (come quello della PBFD o malattia del becco e delle penne e il Polyomavirus) o batteri, o entrambi contemporaneamente.

 

Deplumazioni di diversa natura

Si possono verificare dunque deplumazioni spontanee e altre indotte dal comportamento del volatile, magari in risposta alla presenza di una malattia importante. In molti casi basta eseguire un corretto esame clinico del soggetto in esame ed è facile capire se il volatile perde le penne in modo spontaneo o se invece è il medesimo a strapparle, magari in risposta a sensazioni di prurito, fastidio o dolore. L’anamnesi comunque parla da sola, in quanto generalmente il proprietario è in grado di osservare il proprio beniamino che indulge nell’auto-pica. Talvolta però è possibile non rendersi conto che il proprio volatile si depluma volontariamente e ciò è particolarmente frequente nel caso in cui sia un secondo volatile a deplumare il soggetto con il problema in atto, comportamento che può coinvolgere sia pappagalli che altri volatili. Spesso gli psittaciformi coinvolti sono molto “furbi” e deplumano il compagno quando sanno di non essere visti. Nel caso si sospetti questo atteggiamento, bisogna dunque osservare con attenzione, per scoprire il responsabile. In alcuni casi il pappagallo deplumatore esegue i suoi assalti solo in posti nascosti, come all’interno di un nido: scoprire il “colpevole” può allora richiedere l’impiego di una telecamera che possa riprendere i pappagalli anche in luoghi appartati. Diverse volte è capitato di sorprendere con questo espediente i volatili intenti a deplumare i compagni, svelando così la misteriosa causa della deplumazione, che generalmente in questi casi è a livello del capo. I volatili che deplumano altri soggetti talvolta, ma non sempre, indulgono a loro volta nell’auto-pica. Generalmente non provocano danno alla cute ma solo alle penne, strappandole metodicamente. Questo non appare come un vero comportamento aggressivo, ma piuttosto come una sorta di auto-pica “trasferita” sul compagno.

Nei diamanti mandarini (Poephila guttata) capita non di rado che il maschio insegua la femmina e la becchi spiumandola sul capo e sul dorso se essa non cede ai suoi corteggiamenti o che tali aggressioni avvengano nel caso in cui siano alloggiati parecchi soggetti nella medesima gabbia o voliera. Nei negozi di animali questo fenomeno è particolarmente frequente, favorito dal continuo introdurre e togliere soggetti dalla gabbia.

Tra i diamanti mandarini (Poephila guttata) il maschio insegue la femmina e la becca spiumandola sul capo e sul dorso
se essa non cede ai suoi corteggiamenti

 

La muta

La normale muta del piumaggio non va confusa con la deplumazione. Bisogna osservare che questo processo si svolga regolarmente permettendo la ricrescita delle penne cadute. In caso rimangano delle zone deplumate, va esaminato con attenzione lo stato di salute del volatile perché ciò potrebbe essere dovuto a qualche patologia in atto. Difficilmente una carenza vitaminica provoca la caduta o la mancata ricrescita del piumaggio, questo fenomeno è più spesso attribuibile ad altre cause come malattie virali dovute ai virus già citati o infezioni di natura batterica con andamento lento, tendente al cronico.

(Autore: Alberto Tonelli)

Inserisci un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.