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Etologia e morfologia

Il genere Kryptopterus (Bleeker, 1858), appartenente alla famiglia dei siluridi, è diffuso in natura entro un vasto territorio che comprende gran parte dell’Indocina e dell’Indonesia (Sumatra, Giava e Borneo). Il suo habitat è costituito soprattutto dalle acque correnti: fiumi, canali, ruscelli, fossi e torrenti di foresta. Ottimi nuotatori, questi baffuti siluridi si spostano e sostano spesso controcorrente, di solito – contrariamente alla maggioranza degli altri appartenenti alla loro famiglia, tipici pesci di fondo – presso la superficie o nella fascia centrale della colonna d’acqua. Prediligono le zone ombreggiate, specie nei corsi d’acqua limpidi e assolati: qui amano trattenersi presso le rive, al riparo della vegetazione riparia palustre. Sono caratterizzati da 1-2 paia di barbigli (i mascellari molto lunghi, i mandibolari relativamente corti e spesso rudimentali, talvolta assenti). Il dimorfismo sessuale è poco accentuato: i maschi in genere sono più piccoli e snelli.

siluri di vetro

Allevamento

La prima regola da seguire per allevare con successo questi siluri è tenerli in gruppo (8-10 individui minimo); singoli esemplari divengono eccessivamente timidi e intristiscono, mostrando un comportamento decisamente anomalo. Necessitano di molto spazio in rapporto alla loro taglia: sono adatti solo a vasche di almeno 90-100 cm di lunghezza, meglio se ben sviluppate anche in larghezza. Trattandosi spesso di individui di cattura, è importante che siano adeguatamente acclimatati e quarantenati al loro arrivo, cosa che purtroppo non sempre si verifica presso i negozianti che praticano l’importazione diretta, ovvero che non acquistano da serre all’ingrosso. Malgrado abbiano una dieta prevalentemente carnivora e, perlomeno da adulti, siano potenziali predatori di pesci più piccoli, si tratta di ospiti pacifici e nel complesso ideali per l’acquario “misto” o di comunità, purché ovviamente siano tenuti in compagnia di pesci di taglia almeno pari o comunque di forma tale da non poter essere divorati per intero. Non si tratta infatti di “mordicchiatori” e possono convivere anche con pesci a pinne lunghe, costituendo un pericolo solo per pesci e gamberetti che possono ingurgitare direttamente. Non possono però convivere con specie troppo vivaci o aggressive. Altra loro caratteristica favorevole è la buona adattabilità ai diversi parametri fisico-chimici, trattandosi di pesci che solitamente in natura non vivono in habitat “estremi”: un pH intorno alla neutralità (intervallo 6,5-7,5) e una durezza medio-bassa (entro 12-15 °dGH) si possono considerare senz’altro ottimali per tutte le specie. Piuttosto, importante per questi siluri è un’acqua sempre limpida, ben filtrata e ossigenata, con un discreto movimento laminare nella colonna centrale che non smuova però eccessivamente la superficie. Frequenti e regolari cambi parziali (10-15% a settimana) assicureranno inoltre un tasso di nitrati e altre sostanze inquinanti sempre ai minimi termini.
Questi siluri prediligono l’ombra e mostrano talvolta insofferenza verso la luce diretta e intensa, dunque è preferibile coltivare piante galleggianti sotto le quali i pesci si possano trattenere volentieri. Sono piuttosto nervosi e ipersensibili, se spaventati schizzano via nuotando a scatti e rischiando di ferirsi contro le pareti della vasca o gli oggetti sommersi. Particolare attenzione va dunque prestata nel catturarli con i retini, anche per la notevole delicatezza dei lunghi barbigli che si spezzano facilmente. Sono inoltre molto sensibili agli spostamenti di vasca: richiedono ogni volta una lenta acclimatazione, a luci spente e possibilmente “goccia a goccia”. Purtroppo la riproduzione negli acquari domestici non è ancora stata ottenuta con successo.

siluri fantasma

Alimentazione

Pur avendo una netta predilezione per le prede animali, il genere Kryptopterus spp. si può definire onnivoro. In acquario il mangime secco può venire inizialmente rifiutato o accettato con molta difficoltà; si può accelerare lo “svezzamento” allevando questi siluri insieme a pesci già abituati a cibarsi di mangime, sfruttandone lo spirito di emulazione e… la fame. Occorre comunque un certo tempo prima che si riesca a nutrirli regolarmente con secco in fiocchi o in granuli, durante il quale è necessario armarsi di un po’ di pazienza e seguire attentamente le varie fasi dell’alimentazione. Meglio dare la preferenza a mangime che galleggi a lungo o che affondi con lentezza, in quanto almeno nei primi tempi questi siluri preferiscono alimentarsi in superficie; in seguito, una volta ben acclimatati, seguiranno il cibo ovunque raccogliendolo anche sul fondo. Durante l’acclimatazione il mangime secco dev’essere alternato al vivo e al surgelato, che anche in seguito dovrà obbligatoriamente essere somministrato almeno 2-3 volte alla settimana. Particolarmente graditi i chironomi, le larve nere di zanzara, i mysis, le artemie adulte e le dafnie.

(Autore: Alessandro Mancini)

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