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Il Jack Russell è una razza canina molto apprezzata e diffusa, ma nonostante il suo aspetto simpatico e accattivante e il carattere allegro, vivace e giocoso è un soggetto molto forte e deciso, che a volte può diventare ingestibile se il proprietario non è preparato a interagire da subito con lui nella maniera corretta. Per capire meglio le caratteristiche comportamentali di questo grande cane rinchiuso in un piccolo corpo, ne parliamo con la dr.ssa Elisabetta Piva (DVM, Libero Professionista, Master in Comportamento Animale, Ambulatorio Veterinario Vetpoint Via Marche 87, Senigallia – AN), medico veterinario esperto in comportamento animale che ci aiuterà ad analizzare le attitudini di questa razza.

Il Jack Russel Terrier non nasce come animale da compagnia ma come cane delle classi popolari inglesi, infatti era estremamente efficace nella caccia agli animali in tana. Lo stesso nome “Terrier” deriva forse dal latino “terra”, proprio per indicare la capacità di tali cani di entrare nelle tane. Proprio questa sua storia evolutiva lo ha portato ad avere un forte istinto predatorio e ad essere molto dinamico e caparbio, caratteristiche indispensabili per scovare, inseguire, lottare, catturare ed estrarre animali più grandi di lui (ad es. istrice e tasso) senza l’aiuto del suo conduttore.

Inoltre si tratta di una razza che vocalizza molto, poiché doveva segnalare al proprietario di aver individuato la preda e di essere ancora vivo, e che ha una notevole predisposizione all’esplorazione, attratto più da stimoli visivi e sonori che olfattivi che gli permettevano di individuare le tane dei nocivi, e al possesso che gli permetteva di tenere la preda per estrarla dalla tana. Tutte queste caratteristiche sono fortemente fissate geneticamente nella razza e, nonostante non siano più di alcuna utilità nello svolgere il suo ruolo di pet, il Jack Russel mantiene ancora molto della sua attitudine ancestrale risultando un cane eccitabile, vigile, curioso, esploratore ma allo stesso tempo testardo e molto possessivo. Per gestire correttamente questa razza è importante capire, prima di tutto, che non si tratta del classico cane da compagnia di piccola taglia, ma necessita di un proprietario, o di un gruppo famigliare, esperto, coerente e altrettanto tenace per farlo diventare un cane sufficientemente obbediente e collaborativo. Altra cosa fondamentale, vista la vivacità di questa razza, è garantire un’adeguata attività psico-fisica. Ciò non si riduce alla semplice passeggiata quotidiana per assolvere alle più comuni esigenze fisiologiche, ma un vero e proprio “programma di fitness” che coinvolga sia il corpo che la mente, come ad esempio l’agility, ottima formula di sfogo che aumenta anche l’interazione con il proprietario e la fiducia verso di esso, la ricerca del cibo (ad es. nascondere delle crocchette o dei premi in giro per casa o in giardino), oppure, per i più giovani ed atletici, un buon compromesso potrebbe essere rappresentato anche dal portare a correre il cane con sè, in campagna od in città. L’educazione di base, soprattutto se iniziata precocemente e con l’ausilio di un istruttore, è sempre consigliabile, almeno per ottenere il giusto imprinting reciproco e iniziare con il piede giusto: il Jack Russell è un cane molto intelligente e con la giusta guida impara bene e velocemente. Bisogna tenere presente alcuni limiti di questa razza: molto spesso i maschi non accettano altri maschi, di tutti i Jack Russel che conosco circa l’80% presenta questo difetto che si può cercare di attenuare lavorando sulla socializzazione fin dalla più tenera età; di media sono cani molto eccitabili e tendono ad abbaiare in maniera insistente, cosa che li può rendere difficili da gestire in ambito condominiale.

Altre alterazioni comportamentali sono per lo più riconducibili, come abbiamo già accennato in precedenza, ad una gestione poco attenta del soggetto, ad una scarsa educazione, al poco carisma e alla poca coerenza del gruppo famigliare.

Tra le problematiche più frequenti cui un cane di questa razza non correttamente gestito può andare incontro vi è la “disobbedienza”, intesa non come dispetto nel senso malizioso e antropocentrico del termine ma come la mancata risposta al richiamo o ad altri messaggi del proprietario dovuti all’eccessiva intraprendenza legata alla storia evolutiva della razza stessa; problemi di aggressività da possesso soprattutto in difesa della cuccia e della ciotola potrebbero derivare da un non corretto approccio educativo al comando lascia visto la accentuata predisposizione al possesso di tale razza stati di iperattaccamento potrebbero viceversa derivare da problemi di conflitti emotivi e malintesi comunicativi.

Per la questione dello “stato d’ansia” da iperattaccamento, che si traduce spesso in prolungate sessioni di abbaio in una razza già di suo predisposta al vocalizzo percepite di solito con molto fastidio da parte dei vicini, è necessaria una buona gestione a priori del distacco dal proprietario: è importante che il cane capisca che il suo umano, uscito magari per andare a lavorare, tornerà sempre da lui e che in quel momento avrà la giusta considerazione e potrà interagire e fare attività. In presenza di uno stato d’ansia conclamato o di patologie comportamentali sarà necessario ricorrere al consulto di un medico veterinario comportamentalista, onde intraprendere quanto prima un percorso adeguato e migliorare le prospettive di convivenza con il proprio pet.

Non dimentichiamo che il Jack Russell, inoltre, possiede una dentatura sovradimensionata rispetto alla sua taglia, risultato di una selezione che ha creato un cane “combattente”… pertanto meglio prevenire qualunque problema con un approccio corretto, nell’interesse sia del proprietario che del benessere del cane.

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