Generic selectors
Corrispondenza esatta
Cerca nei titoli
Cerca nei contenuti
Cerca nei post
Cerca nelle pagine
testimonial
Filtra per categoria
Cani & gatti
Marketing & Comunicazione
Mercato
Negozio del mese
Notizie
Personaggio
Pesci & co
Piccoli mammiferi
Rettili & anfibi
Senza categoria
Uccelli

Queste graziose pianticelle si raccomandano per la loro estrema versatilità: si possono coltivare nell’acquario come nel paludario e perfino nel laghetto all’aperto, ideali per il primo piano come per il centro vasca. Inoltre con le loro graziose foglie “a ombrello” possono ricoprire la superficie fungendo quindi da piante galleggianti.

Anche di casa nostra

Il genere Hydrocotyle L. (1753), appartiene alla famiglia Apiaceae ed è quindi strettamente imparentato con il ben noto “praticello” (genere Lilaeopsis), al quale per la verità somiglia ben poco. Diffuse sia in Europa che nelle regioni tropicali e subtropicali dell’Asia e dell’America, da noi queste piante sono presenti con la sola specie H. vulgaris Linnaeus, 1753, volgarmente chiamata “soldinella acquatica” per la curiosa somiglianza delle sue foglie con le monete. Si adatta anche all’acquario tropicale, alle alte temperature presenta però l’inconveniente di… crescere troppo in fretta, tendendo a raggiungere velocemente la superficie se non la si cima almeno una volta a settimana. Come in tutte le specie di questo genere, le foglie – di forma circolare con i margini più o meno ondulati, di 3-5 cm di diametro – sono sorrette da lunghi peduncoli che, in acqua, si sviluppano fino a 70 cm di altezza e tendono a raggiungere la superficie ricoprendola con un fitto “tappeto verde”.

Le soldinelle popolano i biotopi umidi ad acque ferme o a debole corrente, dove crescono completamente sommerse, con le sole foglie galleggianti, o emerse sulle rive. In quest’ultimo caso danno origine a intricati cespugli di piccole e carnose foglioline, mentre se si radicano sott’acqua producono un minor numero di foglie che divengono più grandi e sottili. I cespugli sommersi vengono colonizzati da una ricca microflora e microfauna epifitica (alghe, batteri, protozoi e rotiferi), risultando quindi un ottimo rifugio e un luogo dove potersi approvvigionare di cibo per i pesci di ogni specie ed età.

hydrocotyle zampotta

Le esotiche per vasche tropicali

Un’altra specie di soldinella nostrana è H. ranunculoides Linnaeus fil., 1781. In realtà sarebbe originaria del continente americano, ma si è diffusa accidentalmente in altri continenti e, mentre in alcune aree di origine è iscritta nelle liste delle specie protette (!), in Paesi come la Gran Bretagna o l’Australia – dove è stata introdotta come pianta ornamentale – sta invadendo le acque ricche di nutrienti, risultando infestante e soppiantando la flora locale. Da noi si trova sporadicamente in varie regioni (ad esempio nel Lazio) ed è nota come “soldinella reniforme”, mentre deve il suo nome scientifico a vaghe affinità con il genere Ranunculus. Non è particolarmente esigente, tollerando fra l’altro un intervallo di temperatura compreso tra 0 e 30 °C. È adatta soprattutto a ornare i bordi dei laghetti, dai quali si spinge a lambire le acque, o ai paludari dove forma densi cuscini.

Negli acquari tropicali si coltivano con maggiore frequenza (disponibili regolarmente in vasetti di coltura idroponica, prodotti da meristemi nelle serre specializzate) almeno 3-4 specie esotiche, la più popolare delle quali è certamente H. leucocephala Chamisso e Schlechtendal, 1826, ampiamente diffusa in natura dal sud del Messico al nord dell’Argentina, tra le più tipiche piante palustri amazzoniche. Il candido colore dei fiorellini ne ha ispirato il nome (leucocephala significa infatti “testa bianca”). Sopporta temperature che vanno dai 5 ai 30 °C, adattandosi dunque sia alle vasche temperate che a quelle tropicali ma mostrando una crescita decisamente più compatta e rigogliosa fra i 20 e i 27 °C, sotto una forte illuminazione. Prospera sia in acque tenere e acide che alcaline e relativamente dure.

hydrocotyle zampotta

Qualche “chicca” dai tropici

Di recente comparsa sul mercato acquariofilo italiano e ancora piuttosto rara, H. sibthorpioides Lamarck, 1789 è originaria del Sud-est asiatico ma è stata introdotta e acclimatata in varie regioni calde degli Stati Uniti, dalla California alla Florida e alla Louisiana. Pur essendo molto graziosa e di dimensioni contenute (cespugli alti meno di 10 cm), tali da farne una pianta ideale per il primo piano, è poco diffusa perché tutt’altro che facile da coltivare sommersa, essendo legata a biotopi asciutti, se non aridi, mentre di rado in natura si può osservare in acqua. È dunque raccomandabile soprattutto per il paludario, dove produce facilmente infiorescenze che portano fino a una decina di graziosi fiorellini bianchi. Per la coltivazione in acquario richiede in ogni caso molta luce.

Dall’America centro-settentrionale, dove di fatto sostituisce la nostra H. vulgaris da cui si distingue soprattutto per le infiorescenze, proviene invece H. verticillata Thunberg, 1798. Mal sopporta temperature superiori a 25-26 °C (in compenso sopporta valori fino a 12-15 °C) e necessita anch’essa di un’illuminazione intensa per sostenerne uno sviluppo più compatto. Allo scopo di sfruttarne al meglio le doti decorative, visto che raggiunge solo una decina di centimetri d’altezza, è opportuno collocarla in primo piano, dove crea uno scenario affascinante. Predilige un’acqua leggermente acida, con durezza medio-bassa (8-12 °dGH).

Come coltivarle al meglio

Tutte le Hydrocotyle si possono moltiplicare facilmente mediante stoloni e talee: i primi si ottengono suddividendo il fusto strisciante, le seconde asportando i getti che si formano dallo stelo principale. Per stimolarne una crescita folta e compatta in acquario è bene asportare con regolarità le foglie che tendono a raggiungere la superficie, così da favorire uno sviluppo più articolato della pianta. I nutrienti vengono assunti sia dal fondo, tramite le radici, che dall’acqua attraverso gli steli e le foglie. Un buon substrato è costituito ad esempio da una miscela in parti uguali di graniglia leggera grigia, simile ad argilla espansa e molto porosa (commercializzata sotto diversi nomi, perlopiù accomunati dal suffisso “-lit”), e di ghiaia lateritica. La relativa grossolanità di questo fondo, tuttavia, rende spesso problematico l’insediamento di piante striscianti con apparato radicale esile e frazionato, come appunto le Hydrocotyle, inconveniente che si presenta pure con la graniglia lavica, un substrato di crescita eccellente ma, al contempo, molto grossolano e irregolare: è quindi opportuno, durante l’allestimento, prevedere una copertura di 2-3 cm del substrato con ghiaietto quarzifero “sugar size”, che trattenendo meglio le plantule darà loro il tempo di radicarsi all’interno del sottofondo, producendo una fitta rete di radici capillari.

Queste piante crescono comunque bene anche su altri fondi fertili, come l’akadama e la kyriu (zeoliti). È in ogni caso sempre consigliabile – quando possibile – evitare, durante il periodo di acclimatazione e radicamento al fondo delle Hydrocotyle, la presenza di pesci di fondo vivaci o di buona taglia (pleco e labeo, botia, grossi cory, ecc.) che potrebbero divellere le piccole radici impedendo così alla pianta di ancorarsi stabilmente con i nuovi getti.

Una somministrazione regolare di CO2 è un altro fattore vincente nella coltivazione di queste pianticelle che, potate con regolarità (in media una volta alla settimana), mantengono uno sviluppo compatto e si possono utilizzare sia come splendidi “cespugli” isolati a centro vasca che come “siepe di primo piano”.

Nel laghetto le Hydrocotyle si prestano ottimamente per bordare le rive e le cascatelle, emettendo di continuo getti sia verso l’acqua che all’interno, striscianti sulla terra e sulle rocce.

(Autore: Alessandro Mancini)

Write A Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.