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Il furetto, come del resto tutti gli animali, può essere colpito da diverse patologie e per alcune di esse, non solo per quelle di natura infettiva o parassitaria, esiste la possibilità di fare prevenzione. Sebbene la tutela della salute degli animali sia compito del medico veterinario, è sempre consigliabile che il negoziante specializzato sia correttamente informato sulle malattie e sulle profilassi al fine di poter suggerire con maggiore consapevolezza al neo-proprietario, al momento dell’acquisto dell’animale, alcuni comportamenti corretti, primo fra tutti la necessità di una visita e un consulto post-acquisto. 

Vediamo insieme alcune delle patologie del furetto per le quali è possibile, dietro consiglio del veterinario, fare prevenzione.

Il cimurro

Il cimurro, quello stesso che siamo soliti associare al cane, è una patologia di natura virale causata da un Morbillivirus letale per il furetto. L’infezione può verificarsi sia per contatto diretto (con altri furetti o cani infetti) che indiretto. Dopo un periodo di incubazione, che può durare da una a due settimane, la malattia si manifesta in forma clinica con un corredo sintomatologico particolare. Inizialmente il cimurro si presenta con segni simil-influenzali, ovvero congiuntivite, scolo nasale, disappetenza, febbre e, in alcuni casi, perdita di sangue. Successivamente evolve in una forma cutanea con eritema, formazione di croste sul corpo e ispessimento dei cuscinetti plantari e infine culmina in una sintomatologia nervosa con tremori e convulsioni. Purtroppo si tratta di una malattia letale che porta quasi sempre al decesso dell’animale, senza la possibilità di avvalersi di cure efficaci. Su consiglio del veterinario, il furetto può essere vaccinato in modo da prevenire questa patologia. Generalmente il protocollo prevede la somministrazione del vaccino per via sottocutanea a partire dalle 6-8 settimane di vita e successivamente ogni 4 settimane circa, fino al raggiungimento dei 4 mesi, e poi una volta all’anno.

La rabbia

La rabbia non è certo una patologia che ci si aspetterebbe di incontrare in un furetto, pertanto solitamente non si vaccina di routine, a meno che non si tratti di animali che provengono dall’estero o non vi debbano essere portati. In questo caso la vaccinazione antirabbica è una profilassi obbligatoria e necessaria per il rilascio del passaporto, esattamente come avviene per cani e gatti che seguono i proprietari nei loro viaggi. È importante che il negoziante sia informato su questo aspetto, in quanto furetti di importazione dovranno sempre essere accompagnati da questo documento e dalla relativa vaccinazione antirabbica. Di norma il protocollo prevede una somministrazione di vaccino intorno alle 14-16 settimane e successivamente il richiamo una volta all’anno.

furetto

La filariosi cardiopolmonare

La filariosi cardiopolmonare è una malattia ben nota ai proprietari di cani, soprattutto in alcune regioni del Paese ove questa è endemica e presente da sempre. Nonostante una certa geograficità, i parassitologi mettono sempre più in guardia contro questo parassita (Dirofilaria immitis) che, grazie alla diffusione dei suoi vettori, mostra una spiccata tendenza a diventare sempre di più endemico in tutta Italia. La filariosi è causata da un nematode che vive nell’apparato cardiocircolatorio; l’insetto vettore, la zanzara per intenderci, succhia il sangue di un animale infestato contenente le microfilarie (le microscopiche forme larvali del parassita) e le reinocula in un altro soggetto durante il pasto successivo. Questa modalità di trasmissione è la stessa sia per il cane e il gatto che per il furetto. Una volta maturate, le filarie adulte, lunghe diversi centimetri, si andranno a localizzare nella vena polmonare dove causeranno gravi problemi di circolazione che potrebbero addirittura causare il decesso dell’animale. Esattamente come per il cane, la filariosi è una patologia estremamente pericolosa anche per il furetto. Esistono diverse possibilità di prevenzione, come ad esempio l’utilizzo con regolarità di antiparassitari volti a prevenire la puntura della zanzara o a uccidere le microfilarie, di cui comunque è meglio discutere con il veterinario di fiducia.

Gli ectoparassiti

Anche il furetto può essere infestato da diverse specie di parassiti. Nel caso di convivenza con altri animali, di vita all’aperto o durante le passeggiate al parco, non è raro che alcuni ectoparassiti possano raggiungere il furetto creando tutti quei problemi che siamo soliti osservare negli altri mammiferi domestici. In questa specie l’otoacariasi, malattia sostenuta da Otodectes cynotis, acaro che siamo soliti conoscere come parassita del condotto uditivo del cane e del gatto, è piuttosto frequente. Molto spesso il problema segue il mustelide già dall’allevamento o dal negozio, in altri casi l’infestazione si verifica a seguito di trasmissione da altri animali presenti in casa. Sebbene più rara, è possibile anche l’infestazione da Sarcoptes scabiei (rogna sarcoptica) o altri parassiti della cute e del pelo, come pulci, pidocchi o zecche. In caso di necessità e dietro consulto medico, esiste la possibilità di eseguire trattamenti antiparassitari a cadenza regolare, molto utili per la risoluzione del problema in atto o per la sua prevenzione, anche per evitare la potenziale trasmissione di altri agenti patogeni, per lo più di natura batterica, da parte dei parassiti (soprattutto da pulci e zecche).

furetto

L’anemia maligna

Per quanto possa sembrare fuori contesto, vogliamo dedicare qualche riga anche a questa patologia che non è né di natura infettiva né parassitaria, per la quale si può fare prevenzione. La femmina di furetto, al raggiungimento della pubertà, entra in estro. In questa specie, se il calore non è seguito dall’accoppiamento, l’influenza esercitata dagli estrogeni sul midollo osseo porta a un arresto della produzione di globuli rossi, elementi corpuscolati del sangue senza i quali l’animale non può vivere. Questa forma di anemia è maligna, ovvero se non risolta può condurre a morte il soggetto. Pertanto, a meno che non si decida di far accoppiare la furetta è necessario discutere della cosa con il veterinario il quale, a scopo preventivo, potrà suggerire diverse opzioni, tra cui la somministrazione di ormoni atti a sopprimere il calore o la sterilizzazione. Poiché molto spesso il proprietario neofita non è informato di questo aspetto, il negoziante attento dovrà segnalare la cosa, sottolineando l’importanza del consulto medico prima che il problema possa presentarsi. (Autori: Cristiano Papeschi e Linda Sartini)

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