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Parliamo dell’Aratinga acuticaudata, un uccello appartenente al genere Aratinga che comprende un nutrito gruppo di pappagalli sudamericani chiamati comunemente conuri. Il termine aratinga (ara + tinga) significa “piccola ara”. Il termine conuro invece deriva dalla fusione dei termini greci “konos”, che significa appuntito e “oura” che significa coda, e quindi tradotto letteralmente significa “con la coda a punta”. Alcune recenti classificazioni tentano di separare questo pappagallo dagli aratinga suddividendolo nel nuovo genere Thectocercus, ma noi terremo valida la classificazione tradizionale ancora oggi accettata.
I conuri hanno forma selvatica, volo veloce e radente e sono capaci di adattarsi con una certa facilità alle avversità ambientali. In generale non presentano dimorfismo sessuale e gli immaturi sono del tutto simili agli adulti, ma con piumaggio a tinte più tenui. Salvo alcune specie, come il conuro del sole (A. solstitialis) o il conuro jandaya (A. jandaya), che presentano colorazioni accese con giallo e arancio in evidenza, il colore dominante è il verde, solcato da qualche segno particolare a caratterizzare le singole specie. In generale si tratta di uccelli sociali che vivono in bande anche ben numerose.

Descrizione e habitat

Il conuro testa blu ha una colorazione base verde, più intenso nelle parti superiori, più sfumato in quelle inferiori; la testa ha un evidente segno blu-azzurro con il blu più o meno esteso in funzione dell’età, della sottospecie e del soggetto. È presente un anello perioftalmico nudo di colore bianco latte. Il ramo superiore del becco è marroncino con punta nera, il ramo inferiore nero. Le zampe sono rosate. A volte sono presenti riflessi bluastri sul petto. La taglia si aggira attorno ai 37 cm compresa la coda, di media lunghezza, con penne sfumate in rossiccio, visibili soprattutto a uccello in volo. Il peso non supera mai i 200 gr. I giovani presentano il blu solo sulla fronte e parzialmente sulla corona.
Questo pappagallo ama vivere in coppia o in piccoli stormi, abita nelle foreste secondarie e decidue, nelle savane sia aride che erbose e perfino nei deserti della Bolivia fino a 2.500 metri di altitudine. A volte si raduna in stormi molto numerosi che compiono delle piccole migrazioni locali stagionali, alla ricerca del cibo. Nidifica nelle cavità degli alberi a partire da dicembre. Il conuro testa blu nidifica in aprile/maggio nelle cavità naturali degli alberi, solitamente piuttosto in alto, deponendo da 2 a 5 uova che vengono covate circa 25 giorni. A volte può nidificare anche nelle cavità rocciose. I piccoli lasciano il nido intorno alle 8 settimane di vita. In ambiente controllato bisogna fornire a questi pappagalli cassette nido standard (misure cm 30x30x45h) con foro di ingresso di diametro di 8-9 cm, in alto e laterale. Sul fondo del nido bisogna disporre uno strato di trucioli di legno depolverizzati spesso un paio di centimetri.
Come tutti i conuri ha un temperamento vivace e curioso. Tende a distruggere qualunque oggetto di legno sia a portata del suo becco ma tutto sommato è relativamente poco chiassoso. Richiede molto spazio e va ospitato in voliera. Allevato a mano può diventare un eccellente pappagallo pet. Copre un vasto areale che va dalla Colombia al Venezuela, al Brasile, al Paraguay, all’Uruguay e al nord dell’Argentina. Abbastanza comune in natura, è molto diffuso anche in ambiente controllato.

Le sottospecie

Questa specie si divide in cinque sottospecie, che si distinguono in base all’intensità del colore e alla diversa distribuzione del blu del piumaggio:

A.a. acuticaudata, la specie di riferimento descritta, presente in Brasile, Bolivia, Argentina settentrionale e Uruguay occidentale;

A.a. haemorrhous, presente nel nord-est del Brasile, con meno blu sulla testa rispetto alla sottospecie di riferimento e il becco più chiaro;

A.a. Neumanni, presente nelle Ande boliviane, di taglia leggermente più massiccia e con colorazione di fondo più scura;

A.a. neoxena, che vive nelle zone settentrionali di Colombia e Venezuela, di taglia leggermente inferiore e con i colori tendenzialmente più chiari;

A.a. koenigi, presente solo in due popolazioni in un ristretto areale del Venezuela, con maggiori scaglie blu sul petto e possibili sfumature bluastre sul collo.

La sua dieta

Il conuro testa blu si nutre di bacche, semi, fiori e frutta. In natura mostra un’autentica predilezione per i semi delle euforbiacee del genere Sapium, di quelli dell’Inga vera e delle diverse specie di Hyptis (mastranto). Adora il frutto del mango e della condalia e il nettare dell’Erythrina. È stato spesso osservato nutrirsi di fiori e frutti di cactacee. Staziona volentieri sulle palme del genere Mauritia ma non è particolarmente goloso dei loro frutti, che pure mangia. In cattività va nutrito con un’alimentazione base costituita da un buon misto di semi per parrocchetti e un estruso o pellettato comunemente somministrato alle amazzoni. La dieta va assolutamente sempre integrata con frutta e verdure fresche (mela, pera, arance, cetriolo, zucchine, insalate verdi, carota, finocchio…) e nel periodo riproduttivo anche con legumi cotti o germinati. Ottime anche le erbe prative, come il tarassaco, facendo attenzione a coglierle lontano dagli scarichi delle auto, e le pannocchie di mais ancora lattiginose.

Il giusto spazio

Va alloggiato in voliere piuttosto ampie perché è un pappagallo volatore che ha bisogno di muoversi a piacere. Solo se viene gestito come pappagallo pet, e quindi trascorre molto tempo fuori dalla gabbia a giocare e volare libero per casa, può essere allevato in una pappagalliera di dimensioni anche ridotte (ma mai meno di cm 100x70x100h), con il tetto apribile che si trasforma in trespolo. È generalmente amante dei giochi, dunque gli si può arredare l’alloggio con giocattoli colorati. È una specie molto socievole che adora arrampicarsi sul proprio amico umano e scambiare coccole con lui. Piuttosto facile da reperire in negozio, è presente in allegato II Cites e quindi necessita solo del documento di nascita collegato all’anello inamovibile o al microchip.

(Autore: Gianni Ravazzi)

(I soggetti nelle foto sono dell’Allevamento Luisa)

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