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Nell’immaginario comune si suole considerare il cane e il gatto come “nemici giurati”. In realtà sono moltissime le case in cui questi due animali convivono in maniera pacifica, dando grandi gioie ai proprietari. Per raggiungere un idilliaco rapporto di lunga durata è però necessario partire con il piede giusto, facendo in modo che questi due pet si accettino reciprocamente. Per ottenere qualche buon consiglio in merito, abbiamo incontrato la dr.ssa Elisabetta Piva (DVM, Libero Professionista, Master in Comportamento Animale, Ambulatorio Veterinario Vetpoint Via Marche 87, Senigallia – AN), Medico Veterinario Esperto in comportamento animale che ha messo a nostra disposizione la propria esperienza, fornendoci utili spunti di riflessione per un corretto approccio.

Quella di inserire contemporaneamente in un nuovo ambiente un cucciolo e un gattino ancora nella fase di socializzazione, ovvero rispettivamente prima delle 12 e delle 10 settimane di età, è sicuramente la situazione più semplice, che non richiede grosse accortezze e che da le maggiori garanzie di successo. Quando invece in casa vi sia già un adulto residente, è sempre consigliabile che il nuovo arrivo sia comunque un animale giovane, perché solitamente viene accettato meglio. Nel caso si possieda un cane adulto, bisognerà ambientare il nuovo gattino gradualmente, ma dovrà già avere a disposizione tutto ciò che è necessario, ovvero una lettiera, una zona di alimentazione e una di relax. Al cane residente non dovrà cambiare nulla per quel che riguarda la sua routine, soprattutto nell’interazione sociale con il proprietario, mentre il giovane gatto dovrà essere inizialmente confinato in una stanza per qualche giorno e nel frattempo sarà necessario far si che i due animali si conoscano dal punto di vista olfattivo, proponendo reciprocamente qualcosa che sia impregnato dell’odore dell’altro (anche i nostri stessi vestiti o una copertina!) ottenuto in un momento favorevole. Infatti, durante il gioco o il riposo, gli animali emanano dei feromoni “positivi e gradevoli” che possono essere riproposti in situazioni piacevoli (svago, coccole, ecc.). Qualche minuto nell’arco della giornata sarà utile far esplorare al gatto tutto il restante territorio sfruttando, ad esempio, l’assenza del cane portato a passeggio. Successivamente si potrà tentare un approccio visivo, magari attraverso una barriera fisica (ad es. un porta finestra o un recintino) che permetta di valutare le reazioni e favorire l’abituazione senza il rischio di aggressioni.

Solo quando il proprietario si sentirà tranquillo, e sempre in sua presenza, si potrà tentare un primo contatto di pochi minuti, che dovrà essere ripetuto per diversi giorni fino al raggiungimento di un equilibrio “stabile”. È molto importante evitare che il cane percepisca il nuovo arrivo come una minaccia al rapporto con il proprietario, pertanto tutte le volte che avverranno questi incontri visivi si dovrà proporre al cane qualcosa di divertente o positivo da fare con voi (cibo, coccole, ecc.) come premio se ignora il gattino; alcuni cani, se non socializzati ai gatti in giovane età o con spiccato istinto predatorio, potrebbero, nonostante tutte le nostre accortezze, rendere impossibile la convivenza reciproca. Se ad essere residente fosse un gatto adulto e il nuovo ospite fosse un cucciolo, sarà necessario invece evitare di modificare la sua interazione con lo spazio, ovvero il gatto non dovrà subire restrizioni nella sua possibilità di movimento in casa e nel possesso dell’ambiente; pertanto, all’inizio, il cagnolino dovrà essere confinato per qualche giorno in una stanza che non sia di fondamentale importanza per il gatto. Anche in questo caso il primo contatto reciproco dovrà essere di tipo olfattivo, sfruttando sempre i feromoni “positivi” emessi da entrambi durante i momenti piacevoli, e solo successivamente si potrà tentare un approccio fisico, magari mantenendo il cucciolo all’interno di un trasportino o un piccolo recintino e lasciando che il gatto gli giri introno liberamente o impegnato in giochi con il proprietario.

In assenza di reazioni aggressive da parte del gatto, in seguito si potrà tentare un contatto pieno, introducendo il cane nell’ambiente del “padrone di casa”. In ogni caso, bisognerà evitare quanto più possibile di modificare le abitudini e la routine del felino, che in quel caso percepirebbe come “minaccioso” per la sua tranquillità il nuovo arrivato. Infine, qualora a dover convivere fossero due soggetti adulti (gatto adulto residente vs cane adulto “new entry” o viceversa) valgono le stesse indicazioni appena fornite, ma in genere sono necessari tempi di adattamento più lunghi con, ahimè, maggiori probabilità di insuccesso. In tutti i casi appena descritti vi è un “periodo finestra” di almeno due/tre settimane, a volte di più, in cui non si potranno fare previsioni e sarà necessario affidarsi alla pazienza e allo spirito di osservazione per percepire segnali di disagio. L’impiego di feromoni sintetici può essere utile nella fase di abituazione, poiché rendono gli animali più tranquilli e malleabili.

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