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La presenza dei soggetti di razza, soprattutto di taglia molto piccola, non conosce crisi e anche durante la pandemia si è assistito a un aumento non indifferente del numero di cani nelle case degli italiani… come mai?
Forse perché ci sentivamo più soli, forse per quel senso di insicurezza che l’emergenza sanitaria ha acuito in molti di noi e che solo l’affetto di un animale può mitigare, forse perché volevamo toglierci uno sfizio o forse, come in molti hanno malignato, solo per avere una scusa in più per uscire di casa.

Scherzi a parte, nonostante le difficoltà economiche che il Covid-19 ha causato, dall’ultimo anno e mezzo a oggi gli animali da compagnia sono sempre di più e tra questi sono aumentati anche i cani di razza, spingendo il mercato e gli allevatori a produrne in quantità crescente. Come ben sappiamo, se ne parla ormai da anni, la selezione eccessiva, quella che ci permette di ottenere esemplari con i caratteri fenotipici (estetici) desiderati sempre più accentuati, spesso porta con sé anche una serie di difetti congeniti che non rendono facile la vita dei soggetti appartenenti ad alcune razze canine, tanto che ormai si parla addirittura di “maltrattamento genetico”. Dal momento che una buona parte di questi animali vive con noi è importante conoscerne i “difetti”, le problematiche cui potrebbero andare incontro per magari rivolgerci, fin da subito, a un veterinario che sappia fornire indicazioni precise sulle precauzioni da prendere in previsione dell’eventuale possibilità che i difetti congeniti possano poi trasformarsi in guai più o meno seri e, soprattutto, come prevenirli o intervenire precocemente. Vediamo insieme in poche domande una delle “patologie” più frequenti in assoluto, legata strettamente alla razza: la sindrome brachicefalica.

Narici sempre più strette: per l’aria è dura

La sindrome brachicefalica, più correttamente definita BAOS (Brachycephalic Airway Obstruction Syndrome) interessa, con diverso grado di gravità, tutti i soggetti con il muso schiacciato, siano essi di piccola o grande taglia. La particolare conformazione del muso è stata ottenuta con una spinta selettiva molto rapida che ha portato, nel giro di pochi decenni, a ottenere cani con caratteristiche molto amate dal grande pubblico le quali, però, da un punto di vista anatomico si traducono in difetti importanti. La crescita in larghezza del cranio ha comportato un accorciamento delle ossa mascellari e uno sviluppo inappropriato dei tessuti molli. Il risultato? Il passaggio dell’aria è diventato difficoltoso e spesso inadeguato alle esigenze dell’organismo animale. Le principali anomalie anatomiche responsabili del problema sono la stenosi delle narici, che risultano essere più strette del normale fino addirittura a diventare delle fessure, il palato molle allungato, che a sua volta ostruisce parzialmente il passaggio dell’aria, e l’ipoplasia tracheale, ovvero il restringimento del lume tracheale. Tutte queste alterazioni primarie o congenite rendono la respirazione molto difficile e a loro volta “accendono la miccia” che innesca tutta una serie di altre alterazioni (dette “secondarie”).

Tutti i soggetti a muso schiacciato

Lo abbiamo già accennato, tutte le razze con il muso schiacciato, siano esse di piccole, di medie o grandi dimensioni presentano questo problema. Qualche esempio? Bouledogue francese, bulldog inglese, carlino, boston terrier, shitzu, pechinese, chin, lhasa apso, cavalier king, maltese, griffone belga, piccolo brabantino, boxer, dogue de bordeaux, mastino, bull mastiff e shar pei ma la lista potrebbe essere ancora molto lunga.

Come e quando si manifesta?

Iniziamo subito dal “quando”: in genere i primi segnali della sindrome brachicefalica si manifestano già nella più tenera età e vanno via via peggiorando con l’avanzare dei mesi e degli anni. Andiamo subito a parlare dei segni clinici così da capire subito quali siano le manifestazioni più importanti e allarmanti. Innanzitutto quello che sembra essere addirittura un pregio, quasi una “caratteristica di fabbrica”, che invece dovrebbe essere considerato un “difetto di fabbrica” ovvero la respirazione rumorosa: quel rantolare, quel russare rumorosamente durante il sonno è in realtà la più evidente testimonianza di una situazione patologica che non deve essere sottovalutata poiché il rumore che sentiamo è causato proprio dalla difficoltà, dalla resistenza che l’aria incontra nel suo passaggio attraverso le alte vie respiratorie. Ma non finisce qui: altri segni clinici legati alla BAOS sono l’eccessivo affaticamento anche a seguito di attività fisica molto moderata (a volte basta una semplice passeggiata di pochi minuti o le scale di casa per metterli in difficoltà) e la maggiore predisposizione a colpi di calore, sincopi, collasso, cardiopatie, e disturbi gastro-enterici (vomito, rigurgito, difficoltà di digestione, esofagite da reflusso, ecc.). Inoltre, i cani brachicefali hanno grosse difficoltà nella prensione dell’alimento durante il pasto e ingurgitano tantissima aria, per questo esistono in commercio delle ciotole appositamente progettate per rendere loro più semplice questa impresa.

Si può risolvere?

Non tutte le razze e non tutti i soggetti manifestano questi segni clinici con la stessa gravità o intensità ma tutti quanti andrebbero fatti visitare e valutare da un veterinario e se necessario, sottoposti agli interventi chirurgici del caso per risolvere o attenuare la situazione, rendendo così la vita dell’animale più semplice. Considerate che in queste condizioni, buona parte delle energie dell’animale sono spese per respirare e sopravvivere… triste, no? La valutazione di queste anomalie congenite andrebbe eseguita per via endoscopica possibilmente entro il primo anno di vita e la risoluzione, attualmente, è di tipo chirurgico. Queste informazioni è importante che vengano acquisite poiché i cani brachicefali hanno bisogno di una gestione attenta e particolare sia nel nostro interesse sia in quello dell’animale.

Articolo di Linda Sartini

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