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Nell’immaginario collettivo quando si parla di Toelettatura ci si riferisce quasi esclusivamente alla parte estetica. La frase tipica è “lo voglio pulito e renderlo carino…”, ma è oggi la Toelettatura è una pratica che ha un campo di applicazione molto più ampio rispetto al passato.

Le tecniche, i prodotti usati e i macchinari si sono evoluti al punto tale da diventare coadiuvante in alcuni trattamenti sanitari prescritti dai Medici Veterinari con cui spesso ci si confronta e si collabora.
C’è però un aspetto fondamentale a cui si presta poca attenzione ossia il fatto che assieme alle tecniche, prodotti e macchinari, anche la materia prima è in continua evoluzione, ed è l’animale.

Ogni essere vivente sulla terra si adatta alle condizioni ambientali in cui vive, tutto ciò che fisicamente lo circonda, costituisce per l’animale un ambiente che, a seconda delle condizioni e delle opportunità che offre, contribuisce nel modificarne le condizioni psico-fisiche. Un cane che vive in città riceve degli stimoli diversi rispetto ad un cane che vive in piccoli borghi modificandone il modo di vivere e quindi anche il rapportarsi agli altri esseri viventi che lo circondano. Tutti questi aspetti, ovviamente, influiscono anche sulla Toelettatura dell’animale, sia dal punto di vista estetico che, soprattutto, dal punto di vista caratteriale.

Per cane di paese si intende tutta quella popolazione canina che non vive in grandi città, ma nei piccoli centri disseminati nella nostra Penisola.  La prima differenza che salta all’occhio è la struttura urbanistica.

Cambiano le tipologie abitative, pochi palazzi più case autonome e spesso con spazi all’aperto di proprietà usati per far sgambettare i propri cani o per fare i bisogni. Ovviamente per il cane è bellissimo vivere in un ambiente misto casa/giardino, ma le conseguenze potrebbero essere quelle di perdere delle “opportunità” di crescita caratteriale dovute alla diminuzione di “vita sociale”. Spesso un cane che vive in queste condizioni, non è abituato alle frequenti uscite al guinzaglio o a frequentare delle zone attrezzate con la conseguenza che non ha esempi da emulare, ma soprattutto non ha la possibilità di dissipare stress. A questi aspetti aggiungiamo inoltre che nei paesi, mancano certe tipologie di trasporto pubblico (metro/bus/taxi), diminuisce il caos, la frenesia degli spostamenti, i rumori, tutte condizioni che abituano il cane ad agire in una determinata maniera che è completamente diversa dal “cane di città”.

Un altro aspetto che cambia in paese è la mentalità. In molti paesi, per esempio, manca anche un laboratorio Veterinario, una sala da Toelettatura, o una qualsiasi struttura che crei cultura cinofila e la conseguente crescita di ignoranza, affidandosi aimè, ai consigli di chi un cane ce l’ha già. Cosa succede quando i proprietari disconoscono completamente le regole di come si alleva un cane? Fai da te secondo coscienza! Magari ci azzecchi, ma è un azzardo, e nell’allevare un cane non ci si dovrebbe azzardare. Quando si prende un cucciolo l’istinto è quello di proteggerlo e di farlo vivere bene senza fargli mancare nulla, che è quello che un genitore farebbe con il proprio figlio, ma non si sa perché (o forse si) nel crescere un figlio si pongono dei paletti, spessissimo invece nel crescere un cane no. Consentireste, per esempio, a vostro figlio di mangiare quando e cosa vuole in qualsiasi ora del giorno e della notte? Spessissimo con il cane succede. O consentireste a vostro figlio di insultare o aggredire ogni persona che si accomoda nel vostro splendido divano in salone? Spessissimo al cane lo consentite. Quando c’è ignoranza il rischio è sempre quello di esagerare da una parte o dall’altra, sia per eccesso di benevolenza che per eccesso di strafottenza.

È pur vero che oggi imporre delle regole non è facilissimo perché spesso non ce le poniamo neanche noi, ma nell’allevare un cane sono fondamentali per il quieto vivere nel rapporto cane/padrone ma soprattutto per l’equilibrio psico/fisico del nostro animale. Quando si esagera in “benevolenza”, il rischio è quello di viziare il proprio cane al punto tale di snaturarlo e di renderlo quasi un essere senza una precisa identità, né cane né uomo, non riesce più a sviluppare gli istinti e le armi di autodifesa che la natura gli ha donato. I Toelettatori studiano le caratteristiche morfologiche di molte razze, e in base ad esse conoscono anche molti aspetti caratteriali che le identificano, a queste caratteristiche si aggiungono gli aspetti educativi e le consuetudini a cui quel cane è stato abituato che di conseguenza lo rendono unico. “Sai ho notato una cosa, a Milano su 100 cani 4 abbaiano freneticamente e 96 no, qui da voi 4 sono tranquilli e 96 sono assatanati…come mai?” la risposta l’abbiamo descritta prima… educazione, regole ed emulazione. Un proprietario che non conosce le regole di come educare un cane se le inventa, e le inventa in base al suo modo di vivere o peggio in base a come ha educato i propri figli “per me il cane è come un figlio…” niente di più sbagliato, se lo ami lo rispetti per quello che è, e non per quello che tu vuoi che diventi.

Tutti gli esseri viventi comunicano parlando una propria lingua, se io dico “NO” ad un Italiano lui saprà il significato, se un Inglese dice “HI” a me che non conosco l’inglese sono convinto che si sia fatto male…. Anche i cani hanno una propria lingua ed è quella che noi gli insegniamo, spesso, inconsapevolmente. La lezione di linguaggio che più interessa noi Toelettatori è quando un proprietario pettina il proprio cane… “il mio cane non vuol essere pettinato e morde”, sapete chi gli ha insegnato a mordere? Il proprietario! Quando un cane non accetta di buon grado la pettinatura, la prima arma che usa normalmente è il tentativo di morso, tramite il quale ci comunica un disagio, se il proprietario ignora quel comportamento e continua a fare quello che sta facendo il cane capirà che quel modo di comunicare non ha sortito alcun miglioramento di quella condizione e ne tenterà un altro fino alla rassegnazione, se invece il proprietario interrompe immediatamente la pettinatura il cane memorizzerà quel modo  di comunicare come utile ad interrompere un qualsiasi disagio che poi influirà nella formazione, negativa, del carattere del cane.

Qual è l’identikit del cane di paese che viene portato in Toelettatura?

Ovviamente con le dovute eccezioni, spessissime volte è quel cane che non ha avuto la possibilità di socializzare con i suoi simili, educato secondo regole non adatte al suo essere animale ma “umane”, è quel cane che vive in strutture abitative diverse da un condominio e quindi non necessita di toelettature frequenti, è quello che vivendo in campagna o residenze estive ti viene portato in toelettatura dopo 9 mesi con tutte le conseguenze del caso, parassiti inclusi, è quello che non 80% dei casi non è riferibile ad una razza specifica in quanto incrocio o cane cocktail, è quel cane che non avendo una selezione di razza devi inventarti una toelettatura adeguata al soggetto che hai di fronte e soprattutto alle aspettative del suo proprietario.

Qual è invece l’identikit del proprietario che ignorando certe regole pensa che le sue sono le uniche giuste?

Guarda insistentemente e se deve andare in bagno lascia il sostituto (figlio/a, moglie/marito, mamma/papà) di guardia. Se, pettinando la zampa, il cane la tira indietro o si lamenta leggermente “poverino 8 anni fa si è fatto male ad un unghia, faccia piano…” poi l’altra zampa e “sì… forse era questa zampa dove 8 anni fa si è fatto male, faccia piano” poi il nodino dietro le orecchie da togliere “ah …ho dimenticato di dirle che forse ha un otite… faccia piano” , “non gli tagli i baffi perché perde l’orientamento”, “non gli scopra gli occhi perché ci vede troppo e non essendo abituato impazzisce”, ”non gli pulisca le orecchie perché mio cugino che ha la figlia che studia veterinaria gli ha detto che tutto quel nero protegge le orecchie”.

Insomma, i Toelettatori possono studiare ed essere bravi quanto vogliono, ma in qualche paese di questa penisola ci sarà sempre un proprietario che ne sa di più.

Ovviamente quanto descritto sopra capita spessissimo anche nelle grandi città, la differenza sta nelle opportunità che i proprietari hanno a loro disposizione che spesso sfruttano ed altre no, ma forse nei piccoli centri sparsi per lo stivale la percentuale di casistica è veramente alta.

Articolo di Giacomo Ragona

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