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Quando un cucciolo fa il proprio ingresso in famiglia, una delle scelte fondamentali riguarda il cibo: spesso è uno degli argomenti principali di confronto con il veterinario curante fin dalla prima visita del cagnolino e sicuramente la scelta del tipo di alimento deve tener conto soprattutto delle esigenze nutrizionali del nostro piccolo amico. I cani di piccola taglia, mini e toy, hanno esigenze nutrizionali non molto differenti dalle altre razze, ma presentano alcune caratteristiche che hanno spinto la maggior parte delle aziende a formulare degli alimenti indirizzati proprio a loro.

Anzitutto la crescita di un cane di piccola taglia si ferma prima rispetto a quella delle taglie più grandi, tanto che alcuni di questi soggetti si possono considerare adulti già verso gli 8 mesi di età, mentre diverse razze giganti continuano a crescere anche fino ai 24 mesi. Il loro fabbisogno energetico, in proporzione al peso, è maggiore rispetto ai cugini di taglia più grande e non sono rare le crisi ipoglicemiche, segnalate soprattutto nei toy (chihuahua, maltese, pomerania, ecc.), in particolare nei cuccioli. Il loro apparato digerente è spesso delicato e possono andare soggetti a intolleranze alimentari, gastriti, inappetenza. Con maggior frequenza nei brachicefali, cioè nei cani a “muso corto” come carlino, shi-tzu e bouledogue francese, si possono presentare problemi dentali precoci, di conseguenza la masticazione può essere difficoltosa.

Dunque sono molte le cose di cui tenere conto! Se la nostra scelta si rivolge all’alimentazione casalinga, è indispensabile che il piccolo venga seguito da un nutrizionista in grado di formulare la dieta più adatta al singolo caso, onde evitare errori e carenze: considerate che una dieta equilibrata non si limita a somministrare all’animale soltanto un ottimo taglio di carne o un pesce prelibato, ma necessita della combinazione ragionata di molti ingredienti utili per fornire al cane tutti gli elementi nutritivi di cui ha bisogno (proteine, grassi, carboidrati, fibra, vitamine e oligoelementi). Se invece la preferenza si indirizza verso il cibo commerciale, soluzione spesso più semplice e sicura da un punto di vista nutrizionale, sono molte le proposte dedicate specificatamente a queste razze, a cominciare dalla fase di cucciolo fino alla senilità.

Il cibo per cuccioli di piccola taglia contiene, generalmente, una buona concentrazione calorica per venire incontro alla ridotta dimensione dello stomaco a fronte dell’elevato fabbisogno energetico; da un punto di vista fisico, le crocchette hanno una dimensione ridotta mentre l’alimento umido deve avere una consistenza gradevole. Le due formulazioni, secco ed umido, con le debite proporzioni suggerite in etichetta, possono essere associate; nulla vieta, altrimenti, di somministrare solo cibo secco, più pratico, o solo cibo umido, per il quale vale ancor di più la sana regola di eliminare dopo il pasto ciò che non viene consumato subito, abitudine che, oltre a educare il piccolo, evita anche i rischi di contaminazione e deterioramento dell’alimento avanzato.

Nel cucciolo i pasti sono, di norma, almeno tre o quattro al giorno e il loro numero si riduce con la crescita per assestarsi, di solito, su due pasti quotidiani, ma sono molti i “piccoli cani” adulti che preferiscono mangiare solo alla sera.

Anche nell’adulto quello che un po’ di più fa la differenza è la forma fisica del mangime, in quanto le ridotte dimensioni della bocca rispetto ad un cane di taglia maggiore richiedono un alimento di piccola granulometria per facilitare la masticazione.

Le razze di piccola taglia hanno, molto spesso, dei gusti “difficili”, ma non mancano le possibilità di scelta grazie alla varietà presente in commercio. È importante usare buon senso evitando di somministrare cibi inadeguati, come gli alimenti per gatti o quello della nostra tavola, in quanto la gioia del bocconcino prelibato potrebbe dover essere presto scontata con problemi di salute sulla breve o lunga distanza. Scegliamo quindi un alimento di buona marca, dalla formulazione adeguata e specifica per l’età e la taglia, con un’etichetta chiara che mostri nel dettaglio gli ingredienti contenuti nel prodotto. Se il piccolo ama cambiare, meglio farlo gradualmente: spesso una stessa marca propone gusti diversi per uno stesso tipo di mangime, in modo da facilitare il passaggio da un tipo di crocchetta (o scatoletta) all’altro. Inoltre, alcune aziende hanno sviluppato linee di mangimi dedicate esclusivamente a razze con esigenze particolari.

Se si notano delle reazioni avverse a un determinato alimento, siano esse di natura gastroenterica (vomito, diarrea, flatulenza) o cutanea (prurito, arrossamento), è bene sospendere il cibo sospetto e segnalare il fatto al veterinario. Ovviamente avere un ragionevole sospetto su quale sia l’alimento colpevole è possibile solo se la dieta è regolare e si evita di introdurre numerosi “snack” o altri “spuntini”

di straforo: è vero che i cani di piccola taglia vivono a stretto contatto con noi, passando molto tempo in braccio o dentro il nostro letto e ci seguono un po’ ovunque, ma ciò non vuol dire che possano assaggiare la nostra colazione al bar o la merendina del bambino: meglio alimentarli sempre con una dieta adatta a loro.

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