Generic selectors
Corrispondenza esatta
Cerca nei titoli
Cerca nei contenuti
testimonial
Filtra per categoria
Cani & gatti
Marketing & Comunicazione
Mercato
Negozio del mese
Notizie
Personaggio
Pesci & co
Piccoli mammiferi
Rettili & anfibi
Senza categoria
Uccelli

Chi non se ne fosse accorto sulla propria pelle, può guardare la colonnina di mercurio per rendersi conto che ormai, le temperature si avviano verso la fase “estiva” dell’anno. Già da diverse settimane hanno ripreso a volare alcuni insetti il cui nome da solo, è sufficiente a evocare paure molto concrete: i flebotomi.

Identikit dei flebotomi

I flebotomi, anche detti “pappataci”, sono piccoli ditteri appartenenti alla famiglia Psychodidae di cui esistono numerose specie, alcune delle quali diffuse anche in Italia. Se volessimo semplificare molto potremmo considerarli delle “zanzarine”, anche se tassonomicamente sono molto differenti. Sono comunque degli insetti volanti che si nutrono di sangue per esigenze legate alla deposizione delle uova, pertanto solo le femmine sono di interesse per la salute umana e animale. È interessante sottolineare alcune delle loro caratteristiche biologiche e comportamentali: sono esserini di piccole dimensioni (generalmente la lunghezza è inferiore a 3,5 mm), con il corpo e le ali ricoperto di peluria, di colore giallo-sabbia (essendo quasi trasparenti, l’addome si colora di rosso dopo il pasto di sangue), hanno abitudini crepuscolari e notturne mentre durante il giorno rimangono rintanati al riparo dalla luce solare, non si spostano per più di 500-700 metri dal luogo in cui nascono e non sono presenti in quota: nel nostro Paese non sono stati ancora ritrovati al di sopra dei 1.300 m oltre il livello del mare. Ogni femmina può deporre fino a 100 uova alla volta e a differenza delle zanzare, le larve non si sviluppano in ambiente acquatico ma terricolo (con elevata umidità).

Veicolo naturale di patologie virali

Perché averne paura? Di sicuro la loro puntura può causare fastidio e irritazione ma non è questo il motivo principale, bensì l’elevata probabilità di trasmissione di patologie. Nelle regioni tropicali, il flebotomo è responsabile della trasmissione all’essere umano di patologie virali come la famigerata Dengue o protozoarie come la Leishmaniosi, quest’ultima il vero problema per noi in Italia. Da alcuni decenni la Leishmaniosi è una delle malattie del cane che purtroppo non passa mai di moda e infetta ogni anno tantissimi cani e per alcuni di essi è causa di morte. Come se non bastasse, la Leishmaniosi può infettare anche altri animali da compagnia tra cui il gatto, sebbene lo sviluppo della malattia in forma sintomatica e grave sia molto meno frequente rispetto al cane.

Come si trasmette la Leishmaniosi?

Il contagio da Leishmania può avvenire con diverse modalità che sono state accertate più di recente ma risultano essere poco frequenti (ad es. trasfusione di sangue da animale infetto a soggetto sano, per via transplacentare, ecc.). La via di trasmissione più frequente è la puntura del flebotomo: compie il pasto su un animale infetto (soprattutto cane e canidi selvatici) e ingerisce il sangue insieme ai protozoi. Questi protozoi raggiungono poi l’apparato buccale dell’insetto per essere reinoculati su un altro ospite durante la puntura successiva. Ecco in poche e semplici parole, come si compie il “misfatto”. Con questa modalità può essere infettato anche l’essere umano.

È bene ricordarlo: la trasmissione non avviene direttamente da cane malato a cane sano per contatto diretto ma è necessario il passaggio attraverso l’insetto vettore e la sua puntura.

Quali danni può causare?

È necessario distinguere tra “infezione” e “malattia”. La prima è la trasmissione del patogeno dall’insetto all’ospite mentre la seconda è l’evoluzione con sintomi e danni sull’animale. Non tutti i soggetti infettati si ammalano, molto dipende dalla loro risposta immunitaria ma in moltissimi casi (troppi) si osserva l’evoluzione clinica in malattia. La Leishmaniosi può evolvere in forma acuta (a decorso rapido e spesso letale) o cronica, la quale comporta sintomi dapprima poco evidenti e poi con il passare del tempo, sempre più marcati. Il quadro è variabile ma i segni clinici più frequenti sono i seguenti: ingrossamento dei linfonodi, dermatite, alopecia, formazione di ulcere cutanee, allungamento e deformazione delle unghie, lesioni oculari, mucose pallide, dimagrimento, a volte epistassi (fuoriuscita di sangue dal naso) e disordini della coagulazione, debolezza e letargia. La Leishmaniosi causa frequentemente danni renali con insufficienza d’organo, responsabile nella maggior parte dei casi dell’aggravamento e della morte dell’animale.

Consigli per difendere i nostri amici animali

La prima linea di difesa contro la malattia è proprio la lotta al vettore, quindi al pappatacio. Trattandosi di un insetto notturno i cani (e i gatti) più a rischio sono quelli che la notte dormono fuori casa. All’interno dell’abitazione è consigliabile l’applicazione di zanzariere alle finestre e l’impiego di prodotti ad azione insetticida (ad es. diffusori ambientali) sempre se compatibili con la presenza di animali ed esseri umani, da utilizzare secondo le istruzioni del produttore. La strategia sicuramente più efficace è l’uso di antiparassitari ad azione repellente da applicare direttamente sull’animale.

È fondamentale, se l’obiettivo è quello di proteggere l’animale dalla Leishmaniosi, utilizzare quelli che includono nel proprio spettro d’azione i flebotomi facendo attenzione alle giuste modalità di applicazione e all’intervallo proposto dall’azienda produttrice. Da non dimenticare la specie di destinazione: alcuni prodotti registrati per i cani possono essere controindicati nei gatti… leggere sempre bene le avvertenze!

Inoltre, è giusto il caso di ricordarlo, esistono anche estratti naturali efficaci come repellenti per gli insetti volanti ematofagi come ad esempio l’olio di Neem oppure altri oli essenziali come lavanda, citronella, geranio, gaultheria.

Articolo di: Linda Sartini

Write A Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.