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Con 6-7 cm di lunghezza massima, Mikrogeophagus ramirezi si può a ragione classificare tra i “ciclidi nani”, anche se certe abnormi varietà selezionate in Estremo Oriente sfiorano i 10 cm. In Italia, dove è senza dubbio il Ciclide più popolare dopo Discus e scalare, viene importato soprattutto da Singapore e dall’Europa orientale (Repubblica Ceca, Slovacchia e Polonia soprattutto).

Il “Ram” è stato a lungo (erroneamente) considerato come un classico Ciclide nano di stagni e ruscelli di foresta, perennemente ombreggiati, un habitat tipico di molti “nanetti” amazzonici: in realtà, vive nei fiumi e nei ruscelli con debole corrente o in laghi e acquitrini poco profondi che costellano i llanos del bacino dell’Orinoco, fra il Venezuela e la Colombia, terreni relativamente aridi paragonabili alla savana africana o alla steppa asiatica. Le raccolte d’acqua che lo ospitano somigliano a piccole “oasi”. Ecco i principali valori fisico-chimici misurabili: T 26-30 °C; pH 4,5-6,5; dGH ≤1°; cond. ≤50 μS/cm. Di tanto in tanto vengono offerti M. ramirezi “wild” provenienti dalla Colombia, riservati ai pochi appassionati ciclidofili in grado di apprezzarli perché normalmente assai meno colorati rispetto ai soggetti d’allevamento (in realtà, gli adulti sono anch’essi splendidi ma mostrano la loro livrea più brillante solo durante la riproduzione, al contrario di quelli “domestici” spesso coloratissimi fin dai primi mesi di vita).

I danni dell’allevamento intensivo

Purtroppo il successo commerciale – come spesso accade tra i pesci da acquario – ha portato molti problemi che, a tutt’oggi, fanno del “Ram” un pesce paradossalmente non consigliabile senza riserve ai neofiti. Non ci si riferisce tanto alle varietà selezionate in allevamento, alcune molto belle (come la famosa “German breed”, coloratissima e di forma più compatta dell’originale, o la recente “Blue Ram”), altre meno (la “Golden”, xantica o amelanistica), altre ancora decisamente opinabili (“Long-fin” o pinne a velo), quanto piuttosto all’allevamento intensivo che, specie in Asia (ma recentemente anche in Europa), sta sfornando pesci sempre più belli, sempre più artificiali, sempre più delicati ed effimeri, lontani anni luce dai robusti e adattabili Ram evolutisi nelle inospitali savane colombiane e venezuelane.

Alcuni ittiologi rilevano come la maggioranza dei coloratissimi M. ramirezi adulti importati dall’Estremo Oriente siano maschi, con le rare femmine per giunta piuttosto “mascoline”: ciò lascia intendere che almeno alcuni allevatori locali facciano massiccio uso, nel mangime degli avannotti, di sostanze ormonali – come il metiltestosterone – per accentuare dimensioni e livree, col risultato di selezionare artificialmente stock di pesci composti prevalentemente da maschi, effettivi o virtuali.

Quanto alla salute, accade spesso purtroppo che M. ramirezi, in fase di acclimatazione o magari a distanza di qualche tempo, si ammali soprattutto di tubercolosi ittica (da Mycobacterium fortuitum), pressoché incurabile, ma anche di hexamitiasi o malattia del buco (da Spironucleus sp.), o sia affetto da diverse parassitosi intestinali e branchiali da vermi e protozoi, con morti improvvise, nella maggioranza dei casi indotte dallo stress su soggetti che una selezione particolarmente spinta ha probabilmente indebolito. Una rigorosa quarantena sarebbe dunque indispensabile ma, purtroppo, non sempre viene attuata dagli importatori.

Consigli in pillole

  • Anche se teoricamente questa specie si può anche allevare in acqua di rubinetto, bisogna in tal caso preventivare un sensibile aumento del rischio di incidenza di varie problematiche spesso presenti nel suo allevamento (inappetenza, sbiadimento della livrea, maggiore vulnerabilità alle malattie, difficoltà nella riproduzione).
  • Valori ottimali dell’acqua: T 25-28 °C; pH 6,0-6,5; 6-8 °dGH; conduttività ≤ 200 μS/cm.
  • Accetta malvolentieri i mangimi secchi, ai quali andrebbe abituato con pazienza limitatamente a quelli (in granuli o scaglie) specificamente indicati per i Ciclidi nani. Il piatto forte della dieta dovrebbe in ogni caso essere costituito dal cibo surgelato.
  • Le femmine mature si riconoscono per la forma più tondeggiante e la colorazione rossastra della zona ventrale, meno evidente nel maschio, che in compenso ha il secondo raggio della pinna dorsale più sviluppato e – particolare però non sempre evidenziabile con facilità – le pinne ventrali più appuntite. Inoltre, il maschio è di regola un po’ più grande della femmina.

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