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Sono oltre 360 le razze canine ufficialmente riconosciute dalla Federazione Cinologica Internazionale. Esse vengono suddivise in dieci gruppi: i cani da pastore e bovari; i cani di tipo pinscher e schnauzer, molossoidi e bovari svizzeri; i terrier; i bassotti; i cani di tipo spitz e primitivo; i segugi; i cani da ferma; i cani da riporto, da cerca e da acqua, i cani da compagnia ed i levrieri.

Per ogni gruppo cercheremo di fornirvi informazioni sulle razze più di tendenza e più diffuse in Italia, ma potrete scoprire anche curiosità varie.

I cani da pastore conduttori sono stati selezionati per tenere unito il gregge e guidarlo al pascolo, come il border collie e il pastore belga, i cani conduttori di gregge, invece, per tenere lontani potenziali minacce per il gregge come lupi o altri predatori per esempio il pastore maremmano-abruzzese.

Qual è la razza più diffusa? La razza che in Italia occupa il primo posto per iscrizioni ai libri genealogici è il pastore tedesco, seguita dal border collie, dal pastore australiano, dal cane lupo cecoslovacco e dal pastore maremmano abruzzese.

I bovari un tempo erano adibiti alla conduzione del bestiame. Un bovaro discretamente allevato anche in Italia è l’australian cattle dog: i cani dei film “I segreti di Brokeback Mountainˮ e “Mad Maxˮ.

Il cane lupo cecoslovacco è una razza molto di tendenza. Si tratta di un vero “cane-lupo” che deriva dall’incrocio tra pastore tedesco e lupo dei Carpazi.

Un po’ di cultura cinofila per quanto riguarda il pastore tedesco, che cane lupo non è; infatti discende da cani da pastore. Nel 2011 è stata riconosciuta la varietà a pelo lungo, per molto tempo esclusa dallo standard perché si pensava che il pelo lungo fosse associato a ossa meno compatte e orecchie più pesanti, difficili da portare erette.

Esiste il pastore tedesco bianco? Sì, però si chiama pastore bianco svizzero! Pur derivando dalla variante bianca del pastore tedesco, in Europa si smise di allevarlo nei primi decenni del 1900, ma per fortuna trovò molto estimatori nel Nord America, prima di tornare nel nostro continente grazie ad allevatori tedeschi e svizzeri ed essere riconosciuto nel 2002.

E Lassie? È solo il nome del protagonista di film e telefilm, il nome ufficiale della razza è rough collie o pastore scozzese a pelo lungo. I collie hanno un mantello lungo con folto sottopelo che tende a formare nodi se non viene accuratamente pettinato.

Un’altra razza molto di moda è il pastore australiano. Nonostante il nome, si è sviluppata negli Stati Uniti e deriva da cani di origine basca importati nel 1800 dall’Australia. Si tratta di un cane di taglia medio-alta, ma lo scorso anno è stato riconosciuto anche il miniature american shepherd, del peso di appena 9-18 chili.

Il border collie è il re dell’agility ed è apparso in numerosi spot, film e telefilm, ma non esiste solo con il classico mantello bianco-nero, può essere anche bianco e rosso, bianco e marrone, blue e bianco o blue merle.

Il pastore maremmano abruzzese è un difensore del gregge che non ha mai perso la sua originaria vocazione e viene ancora impiegato soprattutto per la difesa nei confronti del lupo.

Per quanto si tratti di un’unica razza, i pastori belga si suddividono in quattro varietà: il Groenendael a pelo lungo nero, il Tervueren a pelo lungo carbonato, il Malinois a pelo corto fulvo carbonato e il Laekenois a pelo duro fulvo, che non è allevato in Italia.

Il welsh corgi pembroke è noto come “cane della regina”: la regina Elisabetta, infatti, ha allevato personalmente questa razza con l’affisso Windsor. Una particolarità della razza è che può nascere con coda naturalmente corta.

Per i cani da pastore come il bobtail o il pastore bergamasco – che hanno orecchie pendenti – la pulizia del condotto auricolare è indispensabile per evitare fastidiose otiti.

Articolo di Lorena Quarta

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