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Occuparsi di ibridazione di grandi pappagalli non significa condividere questa pratica, ma semplicemente prendere atto di una moda che è nata negli Stati Uniti e si è diffusa in tutto il mondo.

La ragione del successo di questi ibridi è legato al fatto che hanno normalmente colorazioni diverse da soggetto a soggetto anche nell’ambito dello stesso tipo di ibrido e si dimostrano spesso eccellenti soggetti pet: sono socievoli, docili, coccoloni e sempre disponibili all’apprendimento. Sembrano ereditare, dal punto di vista della convivenza con l’uomo, le migliori doti di entrambe le specie da cui derivano, senza riprenderne i difetti.

Tra le specie più ibridate ricordiamo l’Ara ararauna, l’Ara chloroptera e l’Ara macao; tuttavia non sono rari anche ibridi di Ara militaris, Ara ambigua e persino ibridi di Ara giacinto.

Molti di questi ibridi, soprattutto quelli di prima generazione, vista la loro diffusione hanno ormai una nomenclatura condivisa nel mondo degli allevatori.

Gli ibridi di prima generazione dell’Ara ararauna, la specie più diffusa:

  • Catilina. Deriva dall’incrocio tra Ara macao e Ara ararauna ed è un ibrido che raramente si incontra in natura. Normalmente ha corpo giallo sfumato in arancio più o meno intenso e ali con copritrici verdastre e remiganti azzurro-blu. La testa presenta la parte posteriore blu-verdastra e spesso segni rossi sulla fronte;
  • Arlecchino. È il derivato dall’accoppiamento dell’Ara ararauna con l’Ara chloroptera ed è un ibrido che in natura non è mai stato osservato ma che in ambiente controllato è uno dei più diffusi. L’arlecchino sembra tendere a ereditare maggiormente le caratteristiche del genitore maschio. Generalmente ha il petto che varia dal giallo dorato al giallo arancio e ali con colori verde-blu che si sovrappongono e si sfumano. Ha testa e becco di notevoli dimensioni;
  •  Miligold. Deriva dall’accoppiamento tra Ara ararauna e Ara militaris, la sua colorazione è generalmente omogenea, verde con sfumature blu, con petto giallo sfumato in verde chiarissimo. Il nome deriva dalla fusione dei nomi inglesi delle due specie. È tra gli ibridi di prima generazione uno dei meno diffusi;
  • Bluffons. Deriva dall’incrocio tra Ara ararauna e Ara ambigua (ara di Buffon, da cui il nome). Ha colorazione di fondo verde sfumato di giallo nella parte pettorale e ventrale e di azzurro in quella dorsale;
  • Maui Sunset. È l’incrocio tra Ara ararauna e Ara rubrogenys. Si tratta di un ibrido rarissimo e di taglia ridotta vista anche la taglia della rubrogenys. Presenta una colorazione di fondo verdastra con tonalità ocra-rosso sulle parti addominali, da cui il nome che indica la colorazione del tramonto. Ha segni rossi sulle guance, tipiche della rubrogenys;
  • Caloshua. Ibrido tra Ara ararauna e Aqra giacinto, molto raro e caratterizzato da un piumaggio azzurro soffuso di giallastro sul ventre e colorazione verdastra sul capo.

Esistono poi altri ibridi di prima generazione tra specie che non comprendono l’Ara ararauna. Tra questi uno dei più amati e ricercati, sia per la sua colorazione e docilità che perché è tra i più grandi di taglia in assoluto, è l’ibrido tra Ara giacinto e Ara chloroptera. Si tratta di un pappagallo con una colorazione base variabile dal blu petrolio al blu intenso, con sfumature versi sulle ali e con una colorazione rossa sul petto. Le guance sono tipiche dell’ara giacinto e l’occhio è cerchiato di pelle nuda chiara. La dolcezza e la docilità di questi soggetti sono proverbiali e si tratta di ibridi molto rari.

Spesso avviene che i soggetti ibridi, poiché le specie sono geneticamente molto vicine, diventino fertili e possano generare ibridi di seconda generazione. Per esempio accoppiando una Catilina con un’Ara macao si ottiene un nuovo ibrido che viene chiamato Camelot; accoppiando un’Arlecchino con un’Ara macao si ottiene una Tropicana.

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