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La leggenda…

Si racconta che in occasione del Diluvio universale Mosè chiamò a raccolta tutti gli animali e, a coppie, li fece salire sull’arca per poter preservare la vita sulla terra. La fila era molto lunga: tutti gli animali si accalcavano e spingevano per riuscire a entrare e, naturalmente, i più grossi e forti erano in testa, seguiti da tutti gli altri. 
Il gatto, si sa, è un animale timido e diffidente, non ama la ressa e la vicinanza di altre specie, perciò anche in quell’occasione si tenne in disparte aspettando il momento propizio per salire…
Soltanto quando tutti furono saliti e Mosè e i suoi figli iniziarono a chiudere l’enorme portone dell’arca, il gatto decise di salire lanciandosi di corsa: fece un gran balzo ed entrò nell’arca, ma purtroppo il portone, chiudendosi, gli mozzò la coda.
Vennero le piogge, l’arca si sollevò e iniziò a navigare. Nel frattempo il gatto, che aveva perso la coda, cercava di nascondersi per la vergogna, ma lo spazio all’interno dell’arca era ridotto al minimo. Non resistendo più alla vergogna della mutilazione, quando l’arca passò vicino a un’isola si tuffò in mare e la raggiunse a nuoto: era l’isola di Man e, da allora, questo felino viene chiamato gatto dell’Isola di Man.

E un po’ di storia

Nel mare d’Irlanda c’è una piccola isola, appunto l’Isola di Man, sulla quale intorno al XVIII secolo una colonia di gatti, per una mutazione genetica, perse la coda e sviluppò una maggiore altezza delle zampe posteriori rispetto a quelle anteriori, tanto da conferire alla razza un aspetto singolare e un’andatura che assomiglia a quella di un coniglietto.
Vivendo su di un’isola molto piccola, con spazi limitati, la consanguineità era inevitabile, quindi le caratteristiche del gene responsabile della mutazione che comportava la perdita della coda e del maggior sviluppo delle zampe posteriori ebbero modo di fissarsi definitivamente.
Gli allevatori hanno in seguito scoperto che, con genitori entrambi portatori del gene mutante, i cuccioli omozigoti non sopravvivono, perciò hanno incrociato gatti Man senza coda con gatti Man con la coda, al fine di conservare le caratteristiche della razza senza rischiare.

gatto senza coda

Alcuni con la coda, altri senza

Nelle cucciolate dunque nascono cuccioli con la coda e altri senza. Per distinguere gli uni dagli altri vengono così identificati:

– Longy in presenza della coda;

– Stumpy con un corto moncone di coda che non deve superare i 3 cm;

– Rumpy Riser con l’osso sacro che si allunga di una o due vertebre, dando comunque l’impressione visiva dell’assenza totale di coda;

– Rumpy con totale assenza di coda e una fossetta alla base della colonna vertebrale.

Per proteggerlo e per salvaguardarne la tipicità, inglesi e irlandesi crearono già nel 1901 un club dedicato ai gatti senza coda e, per distinguerli, diedero alla razza il nome con il quale è oggi conosciuta, manx o gatto dell’Isola di Man (precedentemente questo felino era conosciuto anche come kayt manninagh o stubbin, in lingua locale).

Comportamento

Il manx è un dotatissimo cacciatore, furbescamente abile nella guerra ai topi, ed è quindi preferito da chi abita in campagna.
Si comporta un po’ come un cagnolino: quando sente rumori sospetti avvisa con un miagolio tutto particolare e in casa ama gli agi, va d’accordo con gli altri animali che vivono con lui ed è molto affettuoso con i membri della famiglia.

Cosa dice lo standard

Taglia media. Corpo solido e compatto con petto largo. Dorso compatto e corto, ma proporzionato al corpo, che termina con una groppa rotonda. Fianchi profondi.
Zampe muscolose, le anteriori sono larghe tanto da mostrare il petto, mentre le posteriori sono più alte e conferiscono un’inclinazione del corpo rispetto alle spalle. I piedi sono rotondi.
Testa relativamente larga e rotonda con aspetto paffuto e guance sviluppate. Naso di lunghezza medio-lunga, senza stop e non rincagnato. Orecchie di taglia media, aperte alla base, che diventano leggermente a punta, piazzate abbastanza alte sul cranio.
Occhi grandi e rotondi, i colori più diffusi sono l’arancio, il verde smeraldo e l’azzurro, a seconda del colore del mantello.
Il mantello, nelle varietà Man a pelo corto, deve essere soffice e spesso, con buona tessitura e doppio pelo, mentre nelle varietà a pelo lungo denominate cymric, deve avere media lunghezza, doppio pelo, sottopelo soffice e spesso, setoso al tocco e pieno in tutto il corpo. Tutti i colori sono ammessi, incluse le varietà con bianco.

(Autore: Laura Burani)
(Foto: Tessa)

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