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Il furetto (Mustela putorius furo) è un piccolo mammifero appartenente alla famiglia dei mustelidi. Molto apprezzato in Europa, e ancor più diffuso negli Stati Uniti, non smette mai di coinvolgere nuovi appassionati. In 10 domande, certamente poche per “raccontare” questo animaletto per il quale non basterebbe un intero libro, andremo a svelare piccoli segreti e curiosità su questo fantastico mammifero molto apprezzato anche per la sua simpatia.

1) Il furetto è un mustelide. Esistono altri membri di questa famiglia?

In natura esistono diverse altre specie di mustelidi, prima tra tutte la puzzola europea (da non confondere con la puzzola americana o moffetta, Mephitis mephitis) che zoologicamente è molto vicina al furetto (nome scientifico Mustela putorius) e può essere considerata come la sua forma selvatica. Esistono poi diverse altre specie, tutte caratterizzate da canini acuminati, corpo lungo e affusolato e abitudini carnivore e predatrici. Tra queste ricordiamo le più comuni, come la donnola (Mustela nivalis), la martora (Martes martes) e la faina (Martes foina), ben note ai proprietari di pollai per le scorrerie che spesso compiono ai danni dei poveri volatili; poi l’ermellino (Mustela erminea) e addirittura il visone (Mustela vison), molto utilizzati in passato, ahimè, per la produzione di pellicce.

2) È vero che il furetto veniva utilizzato per la caccia?

I mustelidi vengono utilizzati per la caccia da oltre due millenni, per la loro elevata attitudine predatoria e la capacità di infilarsi agevolmente all’interno delle tane sotterranee. Testimonianze greche e romane, risalenti ad alcuni secoli prima di Cristo, già menzionano il furetto domestico per la caccia alla piccola selvaggina, in particolare al coniglio selvatico. Oggi il furetto viene ancora impiegato per l’attività venatoria in Paesi come la Spagna, ma in molti altri (ad esempio in Italia) è stata vietata.

3) Quali sono le cure che bisogna garantire al furetto?

Prima di tutto bisogna assicurare, ovviamente, acqua e cibo di buona qualità. Il furetto necessita di movimento, è vivace e curioso, quindi non deve essere confinato per lungo tempo in gabbia: deve poter trascorrere diverse ore al giorno in libertà e poter giocare con il proprietario o i propri simili. Il furetto si presta bene anche ad andare in giro, sia in una borsa che al guinzaglio (pettorina). Il mantello non richiede cure particolari, ma durante la muta è bene spazzolarlo con regolarità per evitare la formazione di ammassi di pelo (tricobezoari) all’interno dell’apparato digerente, la cui eliminazione può essere favorita dalla pasta “elimina pelo” per gatti. Le unghie, soprattutto nel caso di vita esclusivamente all’interno delle quattro mura, necessitano di taglio periodico e le orecchie devono essere tenute sotto controllo e pulite (cosa non sempre semplice), per eliminare l’eccesso di cerume. Un’occhiata ogni tanto anche ai denti non guasta, il tartaro è sempre in agguato. È buona regola inoltre portare periodicamente il furetto dal veterinario per una visita di controllo, soprattutto post-acquisto, che diventa ancor più importante in caso di qualunque segno di malessere. E non dimentichiamo che questo mustelide può essere vaccinato per alcune malattie, in particolare il cimurro.

4) Cosa mangia il furetto?

Il furetto è un carnivoro, quindi il suo apparato digerente è altamente specializzato in questo senso. La sua dieta quotidiana, i cui valori nutrizionali possono variare in funzione dell’età e dello stato fisiologico, dovrebbe contenere in media il 35-40% di proteine, il 20-25% di grassi, non più del 18-20% di carboidrati e pochissimi punti percentuali di fibra. Esistono in commercio mangimi secchi completi che possono essere somministrati ad libitum e lasciati sempre a disposizione, ma anche mangimi umidi, purché appositamente formulati per furetti. L’alimentazione naturale del furetto sarebbe a base di prede intere (prevalentemente roditori, lagomorfi e volatili) complete di ossa, pelo (o penne) e interiora, ma non tutti i proprietari approvano, per ragioni etiche, questo tipo di dieta. In alternativa si può pianificare, con l’aiuto di un esperto, una dieta casalinga a base di carne e sottoprodotti di origine animale. Da molto tempo ormai è aperta la discussione sulla possibilità di alimenti vegan anche per animali carnivori, ma non avendo esperienza in merito non entreremo nella questione.

5) Il furetto può utilizzare la cassetta igienica?

Sì, impara abbastanza bene a usarla, per cui bisogna sempre lasciarla a disposizione e dotarla di lettiera assorbente (ad es. trucioli di carta o pellet di legno). Il furetto, in genere, non ricopre le proprie feci, pertanto la cassetta deve essere pulita di frequente.

6) Questo animale può vivere all’aperto?

Sì, soprattutto se le temperature non sono estreme. Ma deve disporre di un ambiente adeguato (ad es. una grande voliera) che ne impedisca la fuga, gli consenta di ripararsi dalla pioggia, dal vento, dal freddo o dal caldo eccessivo e sia dotato di mangiatoia e abbeveratoio e arricchimenti ambientali.

7) Si dice che il furetto dorma molto profondamente: è verità o semplice leggenda?

Non è una leggenda: soprattutto dopo il pasto, il furetto cade in un sonno molto profondo e non lo svegliano neanche le cannonate! Scherzi a parte, per chi si volesse divertire, su internet è possibile guardare numerosi filmati sul tema.

8) Quali sono le caratteristiche riproduttive del furetto?

La maturità sessuale sopraggiunge in media tra i 5 e i 9 mesi di età, generalmente la primavera successiva alla nascita. È una specie poliestrale stagionale, con attività sessuale compresa tra la fine dell’inverno e la fine dell’estate. Durante la stagione riproduttiva i testicoli del maschio si ingrossano e la vulva della femmina in estro aumenta notevolmente di volume. L’accoppiamento è piuttosto turbolento (può addirittura sembrare violento) e la gestazione dura mediamente 42 giorni. La prole è inetta e viene svezzata intorno alle sei settimane.

9) È vero che la femmina non sterilizzata può andare incontro a gravi problemi di salute?

Nella femmina l’estro si interrompe solo una volta avvenuto l’accoppiamento. Se questo non avviene, la continua produzione di estrogeni deprime l’attività del midollo osseo che comporta quindi una grave forma di anemia, potenzialmente letale. Pertanto le femmine non destinate alla riproduzione dovrebbero essere sterilizzate chirurgicamente oppure sottoposte a impianto sottocutaneo di un ormone la cui funzione è quella di contrastare gli effetti dell’estro e prevenirne i danni. Motivo in più per consultarsi con un veterinario esperto in animali esotici e discutere della situazione.

10) Quali sono le regole per portare il furetto all’estero?

Per espatriare il furetto necessita almeno di microchip, vaccinazione antirabbica e passaporto. Prima di partire, possibilmente con largo anticipo, è sempre bene informarsi sulle regole per l’ingresso nel Paese di destinazione, che possono variare anche sensibilmente da stato a stato o nel corso del tempo.

(Autori: Cristiano Papeschi e Linda Sartini)

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